(18 ottobre 2016) Creta è da sempre considerata il ponte ancestrale tra il Vicino Oriente e l’Occidente nella formazione delle civiltà greca e romana e conserva intatti i tesori monumentali, che dal fiorire della civiltà minoica fino alla conquista veneziana, raccontano tanta parte dello svolgersi della storia del Mar Mediterraneo e delle nostre radici. Grazie a una lunga consuetudine di presenza italiana in Grecia basata sulla collaborazione con la Scuola Archeologica italiana di Atene, fondata nel 1909, e con il Ministero degli Affari esteri, l’Università di Padova è presente a Creta dal 2002 con lo scavo del Piccolo Teatro a fianco del Santuario di Apollo Pythion di Gortyna ad esso collegato per le celebrazioni delle liturgie in onore del dio. Successivamente, dal 2013 gli scavi si sono spostati nel cuore del Santuario di Apollo, già sondato nel passato tra il 1885 e il 1887. In questo straordinario contesto storico e archeologico l’Università di Padova ha da poco concluso l’annuale campagna di scavi riportando eccezionali risultati. Gli interventi diretti dal Professor Jacopo Bonetto e coordinati da numerosi dottorandi e specializzandi dell’Ateneo patavino si sono concentrati all’interno del Tempio di Apollo della città di Gortyna, enorme insediamento urbano che ha un’estensione pari a 400 ettari. Lo scavo nel santuario di Apollo, sede delle prime leggi scritte incise appunto sul basamento e sulle pareti dell’edificio, è stato avviato per ricostruire cronologicamente la storia del monumento posto all’origine della fondazione urbana nel VII secolo avanti Cristo. (red)