Firenze, 18 ott – “Quest’anno è importante che venga fuori sempre di più il concetto di italiano come lingua di integrazione. Non solo in Italia, ma anche come strumento per facilitare l’arrivo nel nostro Paese di immigrati qualificati, che possano arrivare con un lavoro nell’ambito della migrazione regolare. Dobbiamo considerare l’italiano una pratica dell’accoglienza e un poderoso strumento di integrazione”. Lo ha detto Cristina Ravaglia, direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie della Farnesina, tirando le somme della seconda edizione degli Stati generali della Lingua italiana nel mondo. L’obiettivo in questo senso è “potenziare l’immigrazione regolare e la conoscenza dell’italiano acquisita già nel Paese d’origine dovrebbe essere un elemento preferenziale per ottenere il visto per lavoro in Italia” ha continuato Ravaglia. “Sono tanti i punti sui quali converge l’interesse per il potenziamento dell’italiano all’estero – ha spiegato – e la mia Direzione in particolare si occupa della parte dei corsi erogati dagli enti gestori, dedicati anche agli stranieri o a chi è di origine italiana ma non ha dimestichezza con la nostra lingua”. (PO / Sip)