Creta – Creta è da sempre considerata il ponte ancestrale tra il Vicino Oriente e l’Occidente nella formazione delle civiltà greca e romana e conserva intatti i tesori monumentali, che dal fiorire della civiltà minoica fino alla conquista veneziana, raccontano tanta parte dello svolgersi della storia del Mar Mediterraneo e delle nostre radici. In questo contesto storico e archeologico l’Università di Padova ha da poco concluso l’annuale campagna di scavi riportando eccezionali risultati. Gli interventi diretti da Jacopo Bonetto e coordinati da numerosi dottorandi e specializzandi dell’Ateneo patavino si sono concentrati all’interno del Tempio di Apollo della città di Gortyna, enorme insediamento urbano che ha un’estensione pari a 400 ettari. Lo scavo nel santuario di Apollo, sede delle prime leggi scritte incise appunto sul basamento e sulle pareti dell’edificio, è stato avviato per ricostruire cronologicamente la storia del monumento posto all’origine della fondazione urbana nel VII secolo avanti Cristo. I reperti emersi dalla campagna di scavi del 2016 hanno permesso all’équipe padovana di dare risposta a due interrogativi da sempre sul tappeto della ricerca archeologica. Un pezzo rinvenuto databile tra il 440 e il 360 avanti Cristo permette di fissare a questo periodo un importante rinnovamento del santuario e di illustrare i possibili rapporti tra le due polis emergenti di Gortyna e Knossos che si contenderanno a lungo il primato sull’isola». Altri dubbi e incertezze hanno ricevuto le prime risposte: all’interno di grandi fosse scavate sotto la pavimentazione di V-IV secolo avanti Cristo sono stati recuperati frammenti ceramici attribuiti all’epoca minoica e micenea, ovvero al periodo che va dal 1600 al 1000 avanti Cristo circa. (9colonne)