Roma, 28 ott – “Chiunque è interessato a investire in Italia ci dice che dobbiamo andare avanti a rendere questo Paese più semplice e chiaro, a decidere una volta per tutte cosa fa lo Stato e cosa fanno le Regioni, a riformare la pubblica amministrazione e la giustizia civile, a combattere la corruzione. Fuori dai nostri confini, il ‘No’ sarebbe letto come la prova che l’Italia fa finta di cambiare per poi restare immobile e uguale a se stessa. La nostra riforma costituzionale, vista dalla Germania, dal Belgio, dalla Francia, dall’Inghilterra, dagli Usa rappresenta niente più di un ammodernamento all’insegna della trasparenza e dell’efficienza. Dove già sono in vigore sistemi parlamentari simili a quello che abbiamo disegnato noi, nemmeno capiscono certe polemiche sul presunto pericolo democratico”. Così in un’intervista ad Avvenire il sottosegretario agli Affari Ue Sandro Gozi che sul voto degli italiani all’estero sostiene che “Se l’affluenza dei nostri connazionali sarà alta il loro voto potrà davvero incidere sul risultato finale. Lavoriamo pancia a terra per convincerli a partecipare”. Ai nostri connazionali, continua Gozi, “Cerco di far capire che fallito questo tentativo non ce ne sarà un altro. Che il fronte del No è il fronte del caos, delle illusioni, dell’instabilità, dei 63 governi in 70 anni. Cerco di spiegare che Brunetta, De Mita e D’Alema si illudono quando pensano di tomare in gioco con la sconfitta del Sì. In realtà con l’instabilità che segue l’eventuale vittoria del No trionfa solo una persona, Beppe Grillo, che ha come fine politico la confusione e non il bene comune”. (red)