Più forte di quello di Amatrice e dell’Aquila, uno dei più violenti della storia d’Italia. Una fortissima scossa di terremoto ha fatto tremare l’Italia alle 7.41 di questa mattina. Il sisma, di magnitudo 6.5, è stato localizzato nella zona al confine tra Marche e Umbria. L’epicentro – fa sapere l’Ingv – alla profondità di circa 10 chilometri, è tra le province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno, a 7 km da Castelsantangelo Sul Nera, 5 km da Norcia e 17 km da Arquata del Tronto.
MATTARELLA: ASSICURARE LA RICOSTRUZIONE – “Un altro giorno di tristezza grava sul nostro Paese – come ormai da cinque giorni – dopo quelli di fine agosto. In quei giorni abbiamo pianto delle vittime. Il sollievo perché non vi sono vittime questi giorni non impedisce che ci si renda conto della gravità di quel che è avvenuto, delle gravi conseguenze del terremoto. In tutte le regioni interessate, in una vasta parte del nostro Paese, molte persone hanno perso la loro casa, molte altre hanno paura di entrarvi”. E’ quanto ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita istituzionale a Gerusalemme. “Né possiamo dimenticare – ha detto Mattarella – che nei paesi colpiti dal terremoto di fine agosto era iniziata la ricostruzione. Quanto è avvenuto in questi ultimi cinque giorni ne aumenta le difficoltà. Dobbiamo assolutamente difendere e assicurare la ricostruzione e la ripresa di quei territori”. Il Capo dello Stato ha aggiunto: “Occorre esprimere a tutti i nostri concittadini colpiti, così numerosi, sostegno e grande solidarietà; occorre il contributo di tutti, di ogni territorio, di ogni parte, di ogni opinione, perché a tanti nostri concittadini in difficoltà venga garantito il diritto, l’esigenza, di poter vivere nelle loro case con tranquillità. Sono giorni in cui molti nostri concittadini hanno difficoltà gravi nella loro vita. Occorre sorreggerli e lo Stato deve essere loro vicino perché vengano superate queste difficoltà”.
RENZI: RICOSTRUIREMO TUTTO, DOMANI CDM STRAORDINARIO – “Siamo confortati dal fatto che non ci siano vittime. Fino all’ultimo manteniamo la nostra attenzione sul numero dei feriti. Domani riuniremo il Consiglio dei ministri in modo straordinario, anche per una discussione e non solo per prendere i primi impegni. Non c’è un problema di risorse, quello che servirà siamo impegnati a metterlo in campo”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Le popolazioni colpite devono sapere che prendiamo un impegno chiaro: ricostruiremo tutto in tempi certi – ha proseguito Renzi -. Faccio appello alle forze politiche a evitare polemiche e divisioni“. La ricostruzione, annuncia il premier, sarà totale: “Dalle case alle chiese fino agli esercizi commerciali”.
CURCIO: NESSUNA VITTIMA, UNA VENTINA I FERITI – “Non ci risultano vittime. Sono circa 20 i feriti alcuni dei quali in codice giallo. La situazione è positiva. Confermiamo la criticità nelle aeree storiche e centrali dei comuni colpiti ma anche al di fuori. La viabilità è fortemente compromessa con la Salaria bloccata in più punti. Buona parte delle strade è aperta solo ai mezzi di soccorso. Sono 15mila le utenze elettriche staccate. C’è la necessità di evitare spostamenti per consentire le operazioni”. Lo ha detto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio in conferenza stampa a Rieti. “E’ importante che l’assistenza alle persone avvenga fuori dalle aere colpite” aggiunge Curcio ricordando che è “dal 1980 che non ci confrontiamo con un terremoto di questa magnitudo”. In questo momento “è importante dare assistenza, poi penseremo ai numeri” ha concluso il Capo della Protezione civile.
LA PREGHIERA DEL PAPA – “Prego per i feriti e per le famiglie che hanno subito i maggiori danni e pure per il personale impegnato nei soccorsi e nell’assistenza” ha detto Papa Francesco all’Angelus.
INGV: 200 SCOSSE DA QUESTA MATTINA – Dopo l’evento di questa mattina sono stati localizzati circa 200 eventi sismici nella zona al confine tra Marche e Umbria. L’area interessata dalle repliche (aftershocks) del terremoto di questa mattina comprende un settore che si estende per circa 30 km, da Accumoli a sud fino a Visso a nord. Lo fa sapere l’Ingv aggiungendo che riprende, quindi, la parte settentrionale del sistema di faglie che si era attivato con il terremoto del 24 agosto e interessa anche la parte meridionale della struttura attivata il 26 ottobre. Alle ore 16 sono più di 118 quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 15 i terremoti di magnitudo compresa tra 4 e 5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) dopo il forte terremoto di stamattina.
NUOVI CROLLI – Crolli in tutto il cratere del terremoto del 24 agosto che aveva raggiunto magnitudo 6. La scossa è stata avvertita dalla Puglia al Trentino Alto Adige. I sindaci delle zone colpite segnalano devastazione ovunque. A Norcia la Basilica di San Benedetto (nella foto) e la cattedrale di Santa Maria argentea, sono crollate: sono rimaste in piedi parte delle facciate e delle strutture. Ha ceduto anche la chiesa di Santa Rita. La vicina Castelluccio è stata praticamente rasa al suolo. Ad Amatrice è crollata la chiesa di Sant’Agostino. Su Twitter il governatore del Lazio Nicola Zingaretti scrive: “In contatto con Protezione Civile e sindaci del nostro territorio. Ci sono crolli ad Amatrice e Accumoli”. Nuovi crolli anche a Preci, in provincia di Perugia, a Visso, Ussita, Camerino e Tolentino, nel maceratese. Ad Amandola, in provincia di Fermo, è crollato un pezzo del Teatro la Fenice e del tetto del convento dei cappuccini. “Siamo sommersi dalle segnalazioni. Stiamo iniziando a sfollare condomini e abbiamo avuto notizia di un crollo di un tetto di una casa. La situazione è grave. Da soli non ce la facciamo, è un’emergenza nazionale”. Lo ha detto il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, a RaiNews24.
ALFANO: PRESIDIAMO IL TERRITORIO, CITTADINI AL SICURO – Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha assicurato: “Noi presidiamo il territorio e proteggiamo le case dei nostri concittadini mentre loro sono accolti in luoghi più sicuri. Questa mattina abbiamo mandato, nei posti colpiti dal terremoto, 120 unità tra Polizia e Carabinieri, che si sono aggiunte a quelle già presenti in quei territori e, in queste ore, altri 200 militari si stanno aggiungendo ai 220 operativi nelle zone rosse sin dal 24 agosto scorso”. Sul fronte dei soccorsi “abbiamo 1313 Vigili del Fuoco in campo, dei quali 323 hanno raggiunto proprio in queste ore i luoghi colpiti, e 533 mezzi, di cui 81 inviati oggi” ha aggiunto Alfano. “Siamo impegnati per cercare di ripristinare il più possibile la viabilità stradale e per questo abbiamo impegnato 125 pattuglie nelle quattro regioni coinvolte: Marche, Umbria Abruzzo, Lazio” ha concluso il ministro dell’Interno.
PAURA NELLA CAPITALE – La scossa è stata avvertita in tutta Italia: molto forte a Roma, dove hanno tremato le pareti dei palazzi e la gente è uscita in strada. La metro è stata temporaneamente interrotta per verifiche mentre la Basilica di San Paolo è stata chiusa. L’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica comunica che, in via precauzionale, sono state sospese le visite al Palazzo del Quirinale ed è stato rinviato il concerto previsto per oggi alla Cappella Paolina per consentire i necessari controlli di sicurezza sulle strutture. A Roma la forte scossa di questa mattina “non ha prodotto danni gravi ma sono arrivate numerose segnalazioni: la Polizia locale, i vigili del fuoco la commissione stabili pericolanti sono andate ovunque a verificare e mettere in sicurezza o transennare eventuali zone critiche”. Lo ha detto la sindaca della Capitale, Virginia Raggi, al termine del vertice in Campidoglio. “L’amministrazione – ha annunciato Raggi – in via meramente cautelativa intende chiudere le scuole domani, in modo tale che i tecnici e i responsabili della sicurezza possano andare ad effettuare tutte le verifiche, per vedere e valutare, se il terremoto ha comportato lesioni o comunque danni gravi”. Quindi “le giornate di domani e dopodomani saranno utilizzate proprio per effettuare queste ispezioni. La situazione è comunque sotto controllo, monitorata” ha concluso la sindaca.
E’ CONTAGIO SISMICO – “Ogni volta che si sviluppa un terremoto lungo una superficie di faglia, la zona ipocentrale si scarica (rilassamento) e vengono caricati i volumi adiacenti (lateralmente) alla faglia stessa. Tali volumi, sottoposti ad un nuovo stato di stress, possono cedere (rompersi) e generare terremoti a loro volta”. Così una nota del CNR-IGAG (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria) spiega cosa sta accadendo. “Sono processi di propagazione laterale della sismicità (contagio) relativamente frequenti, già osservati in altre aree sismiche della Terra come per esempio in Turchia, California e Haiti – continua la nota -. Questo processo sta coinvolgendo l’Appennino centrale in questi mesi. Il terremoto si è spostato da Amatrice verso nord, nell’area di Visso e Ussita, e da questi luoghi oggi nuovamente verso sud nell’area di Norcia, dove il terremoto di Amatrice di agosto si era arrestato. Gli intervalli di tempo tra un terremoto forte ed una altro forte adiacente possono essere di anni o decine di anni, ma anche giorni o mesi come sta accadendo oggi in Appennino centrale”.
SEQUENZA FORTEMENTE PREOCCUPANTE – “Purtroppo non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare, né possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi” dicono il CNR e l’IGAG che definiscono questa sequenza “fortemente preoccupante” anche se “la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi. Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della facomunicaglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0”.
(Red – 30 ott)