Roma, 4 gen – Si poteva rischiare un irrigidimento sia delle posizioni al nostro interno che nella stessa Commissione nazionale per lo Statuto. Anche perché le motivazioni a supporto delle diverse le posizioni, erano pienamente legittime e muovevano tutte dall’esigenza di avere un Pd all’estero forte e in grado di contare realmente all’interno del partito nazionale. Ma le strade per realizzare questa forza erano diverse”. A questo punto il gruppo ristretto è pronto per rimettersi al lavoro per lo Statuto del Pd estero. “Questo processo, che coincide con un momento particolarmente difficile della vita politica nazionale, prevede un lavoro molto impegnativo all’interno del Gruppo ristretto e dovremo tener presente l’esigenza di avere almeno un altro momento seminariale pubblico, aperto e partecipato come quello di Moena del 19 gennaio – conclude Marino – Sarà poi l’Assemblea degli eletti all’estero all’Assemblea Costituente che dovrà esprimere un voto finale sul testo definitivo dello Statuto per il PD all’estero”.
(Sis)