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L’Europa compete
solo se si unisce

it@withub.it by it@withub.it
16 Novembre 2016
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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Quando agisce come un’unica entità, l’Europa è la più grande economia del mondo. Sebbene l’economia americana sia quattro volte quella della Germania, il Pil totale dell’Unione Europea è superiore a quello degli Stati Uniti. Anche la popolazione dell’Europa è più numerosa di quella dell’America, quasi 500 milioni contro 310. Il reddito pro-capite americano è più alto di quello europeo, ma in termini di capitale umano, tecnologia ed esportazioni l’Europa compete quasi alla pari con gli Stati Uniti. Prima della crisi greca era sembrato anche che l’euro potesse sostituire il dollaro come principale valuta di riserva.
In termini di risorse militari, il bilancio dell’Europa per la difesa è meno della metà degli Stati Uniti, ma conta più uomini. All’interno dell’Organizzazione mondiale del Commercio, l’Unione Europea è pari agli Stati Uniti e in grado di bilanciarne il peso. La presenza europea è decisiva anche nel Fondo Monetario Internazionale. Fusioni tra imprese americane sono state sottoposte all’approvazione dell’antitrust europeo mentre nel mondo cibernetico Bruxelles sta fissando standard globali per la protezione della privacy che le multinazionali dovranno osservare pena sanzioni.
In un libro dedicato al presunto declino americano (“Fine del secolo americano?”, Il Mulino), pubblicato con la prefazione di Angelo Panebianco, il politologo Joseph Nye si chiede se un’Europa così dinamica stia per sorpassare gli Stati Uniti, e si dà una risposta  per lui rassicurante. No, l’Europa non farà il sorpasso perché non sarà in grado di agire come attore unico nello scacchiere internazionale. Perché non saprà darsi una comune politica estera e di difesa. Perché le identità nazionali avranno il sopravvento sulla comune identità europea. E non dev’essere un caso se il primo politico straniero accolto a braccia aperte da Donald Trump dopo l’elezione è stato un nemico giurato dell’Unione Europea come l’inglese Nigel Farage.

 

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