Bruxelles – Sostenere e promuovere approcci innovativi per l’introduzione e la valorizzazione dell’agrobiodiversità nei sistemi cerealicoli biologici e a basso input. Questo è l’obiettivo di CERERE (CEreal REnaissance in Rural Europe: embedding diversity in organic and low-input food systems) il progetto finanziato dal programma Horizon 2020 e presentato da un network internazionale di cui fa parte il Centro Interdipartimentale di Ricerca per la Valorizzazione degli Alimenti (CeRA) dell’Università di Firenze. I sistemi di coltivazione a basso input sono caratterizzati da miscele di sementi che favoriscono l’utilizzo di antiche qualità, offrono una maggiore capacità di adattamento alle condizioni atmosferiche oltre a minori rischi produttivi. Sono dunque meno soggetti alla volatilità dei prezzi e rappresentano perciò in Europa una soluzione alla crisi delle filiere convenzionali. Il progetto triennale – selezionato dalla Commissione Europea fra i 26 presentati – ha ottenuto un finanziamento di circa 2 milioni di euro, è coordinato dall’Università di Reading (Regno Unito) e comprende 13 partners tra istituti di ricerca, reti di agricoltori e centri per lo sviluppo e l’innovazione in campo agricolo. (9colonne)