Buenos Aires, 6 feb – “Ho speranza nella nostra gioventù, dobbiamo ascoltarla, trasmetterle responsabilità. E darle partecipazione al processo decisionale. Senza giovani non c’è futuro”. Gerardo Pinto, consigliere italo-argentino del Cgie e membro della Commissione Scuola e Cultura, punta sulle nuove generazioni. “Una percentuale dei membri di ogni consiglio direttivo deve essere coperto dai giovani – propone Pinto – Oltretutto, le associazioni devono offrire un servizio adeguato ai loro soci. Sarebbe molto importante se lo Stato Italiano offrisse, alle associazioni meritevoli, un sussidio annuale relativo al grado di diffusione di tutto ciò che è correlato alla cultura italiana”. A questo proposito, Pinto ricorda che Ricardo Merlo ha presentato in parlamento insieme a Narducci un interessante progetto su questo argomento”. Per quanto riguarda invece il tema dell’assistenza sanitaria, spiega Pinto, “sono stato convocato dal Consigliere dell’Ambasciata italiana a Buenos Aires, Fabrizio Marcelli, insieme ai miei colleghi Adriano Toniut e María Rosa Arona, per partecipare alla fase preliminare e successiva della licitazione pubblica, per l’assistenza medica e farmacologica gratuita, per 8300 cittadini italiani residenti in Argentina. Voglio mettere in evidenza lo sforzo dei nostri parlamentari, affinché tale iniziativa andasse a buon fine. Uno dei principali obiettivi che si è prefissato Gerardo Pinto, nella sua vita da dirigente, è la “attesa ricategorizzazione” delle Agenzie Consolari di Moròn e Lomas de Zamora”. Racconta che nel 2005, il gruppo argentino del Cgie presentò all’Assemblea plenaria realizzata a Roma questa richiesta, che fu approvata all’unanimità.”L’anno passato ho presentato una interpellanza in aula al responsabile dell’area competente e costui ha risposto che il tema era latente e allo studio, e che mentre si prendeva una decisione, avrebbero cercato di migliorare l’organico di queste sedi consolari. Pinto assicura che farà tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo, poichè “è realmente necessario e urgente” per le due circoscrizioni che contano quasi 3 milioni di abitanti ognuna, dei quali il 40% sono discendenti di italiani e 40.000 fanno parte dell’anagrafe. Anche se consapevole che non sarà un compito facile ribadisce: “Non mi fermerò fino all’ottenimento della ricategorizzazione delle Agenzie Consolari d’Italia di Lomas de Zamora e Morón”.
(Sis)