“Sia se, come credo, vinca il Sì, sia nell’ipotesi sciagurata che vinca il No, Renzi secondo me deve restare alla guida del governo fino alla scadenza naturale della legislatura”, “per garantire la stabilità al Paese e affrontare impegni interni e internazionali. Andrebbe comunque approvata la legge di bilancio e bisognerebbe fare una legge elettorale per le due Camere. La situazione complicata che si creerebbe sui mercati e nell’economia lo richiederebbe”. Lo afferma il ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, in una intervista al Quotidiano Nazionale. “Più ci avviciniamo alla data della consultazione, più le persone sono interessate a capire cos’è la riforma e che cosa prevede. Al di là delle conseguenze politiche (pro o contro Renzi, pro o contro il governo), ora si cerca di capire quale sarà l’impatto della riforma sul futuro dell’Italia. Ed è qui che vedo le maggiori possibilità per il Sì”, “il messaggio che cerchiamo di dare a chi vota FI come M5S, è che non è in gioco il governo. Chi vuole buttare giù Renzi avrà la sua occasione alle elezioni politiche (febbraio 2018), scadenza naturale della legislatura. Chi lo vuole scalzare da segretario del Pd avrà la sua opportunità a ottobre 2017, scadenza congressuale naturale. Il 4 dicembre si vota sul futuro dell’Italia”. E spiega perché un cittadino dovrebbe votare Sì alla riforma: “Una Camera sola farà le leggi, una sola Camera darà la fiducia al governo; avremo una legge elettorale in una sola Camera grazie alla quale chi vince le elezioni governa cinque anni. Tutti vantaggi indubbi per il Paese che si stabilizzerebbe. Se vince il No il sistema resta bloccato, l’instabilità diventa permanente, rischiamo la fine della Spagna o della Grecia, e dopo nuove elezioni politiche sarebbe possibile solo una grande ammucchiata, un governo delle larghe intese. Temono che Renzi, vincendo, diventi troppo forte? Noi ce lo auguriamo ma chi lo dice che vincerebbe lui le Politiche? Stiamo facendo riforme di sistema”. Inoltre il ministro precisa: “L’Italicum si può correggere ma introducendo un meccanismo che, pur senza il ballottaggio, garantisca, grazie al premio di maggioranza, a chi vince le elezioni di poter governare. Se vince il No non c’è sistema elettorale che permetta di avere la stessa maggioranza in entrambe le Camere, a maggior ragione un sistema proporzionale a causa dell’attuale tripolarismo del sistema politico. Non si può tornare al proporzionale puro né a larghe intese forever”.(30 Nov – Red)

