Roma, 30 nov – Grazie all’analisi della luce emessa da una stella di neutroni fortemente magnetizzata, un gruppo internazionale di astronomi guidati da Roberto Mignani, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dell’Università di Zielona Gora (Polonia) è riuscito a osservare gli indizi di un effetto quantistico previsto da circa ottant’anni e mai rilevato finora, che prende il nome di birifrangenza del vuoto. In pratica, lo spazio attorno alla stella di neutroni, soggetto al fortissimo campo magnetico esercitato dal corpo celeste, si comporta come un prisma, influenzando la polarizzazione della luce che lo attraversa. Il gruppo di Roberto Mignani è giunto a queste conclusioni utilizzando le osservazioni della stella di neutroni RX J1856.5-3754, distante 400 anni luce dalla Terra, con il telescopio Very Large Telescope (VLT) dell’ESO in Cile e il suo strumento FORS2.
