(5 dicembre 2016) Il ministero dell’Educazione nella capitale Naypyidaw e gli atenei delle principali città del paese, Yangon e Mandalay. Sono le tappe del tour in Birmania portato avanti nei giorni scorsi dal professor Antonio Fiori, delegato per i paesi dell’Asia e Oceania dell’Università di Bologna. Il professor Fiori ha incontrato i rettori delle Università di Mandalay, Yangon e la Yezin Agricultural University, prima Università agraria della nazione. E a Yangon c’è stato anche un incontro con l’Ambasciatore italiano in Birmania, con il quale si è discusso di attività di cooperazione tra l’Alma Mater e altri enti birmani nel campo dell’economia del turismo, dei beni culturali e delle scienze agrarie e ambientali. Paese del sud-est asiatico di oltre 50 milioni di abitanti, la Birmania, nota anche come Myanmar, è stata governata per diversi decenni da una dittatura militare, e solo lo scorso anno ha visto svolgersi le prime libere elezioni parlamentari generali, voto che è stato vinto dalla Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi. Premio Nobel per la Pace nel 1991, Aung San Suu Kyi ha ricevuto nel 2000 la Laurea ad honorem in Filosofia dell’Università di Bologna, riconoscimento che ha potuto ritirare, con una cerimonia nell’Aula Magna di Santa Lucia dell’Alma Mater, solo nel 2013, dopo essere stata costretta per molti anni agli arresti domiciliari, senza la possibilità di lasciare il paese. La rinascita democratica della Birmania passa ora anche dalle università, che si devono reinventare dopo decenni di dittatura e chiusura rispetto al contesto internazionale. (Red)