(6 dicembre 2016) Tutto pronto a Praga per l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea dedicata a 16 giovani fotografi italiani. L’appuntamento è giovedì 8 dicembre alle 17.30 presso la cappella barocca che si trova all’interno dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga (Vlašská 34). “Et Cetera – Italian young street photography” è il titolo della mostra che proporrà 48 opere, tre per ogni artista: il tema comune dei lavori esposti riguarda la “street photography”, la fotografia di strada con i soggetti ripresi in situazioni reali e spontanee per raccontare ed evidenziare alcuni aspetti della società. Ad organizzare l’esposizione, che sarà possibile visitare fino a venerdì 20 gennaio, la Fondazione Eleutheria in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura della città. A fare gli onori di casa in occasione dell’inaugurazione della mostra saranno il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga Giovanni Sciola e il Presidente della Fondazione Eleutheria Francesco Augusto Razetto. La rassegna è curata dalla Fondazione Eleutheria, col patrocinio di diverse istituzioni tra cui l’Ambasciata d’Italia a Praga, l’Istituto Italiano di Cultura e la Camera di commercio e dell’industria italo-ceca. “Le iniziative realizzate nel quadro del progetto ‘Et Cetera’ – ha dichiarato l’Ambasciatore Aldo Amati – presentano il merito di rafforzare i rapporti tra l’Italia e la Repubblica Ceca sotto il segno della creatività e di promuovere un dialogo che questa volta vede 16 giovani artisti italiani proporre con particolare espressività un caleidoscopio di immagini di grande intensità”. I fotografi che esporranno a Praga sono: Eduardo De Matteis, Anna Di Paola, Eliana Casale, Claudia Farrace, Alessandro Inches, Ginevra Lucidi, Maria Viviana Lorelli, Manuel Mejia, Martina Monti Condesnitt, Marika Moretti, Claudia Rolando, Francesca Salvati, Alice Sciotti, Denise Senneca, Davide Spiridione, Martina Valente. La mostra è incentrata sul connubio tra visione e arte, armonizzate per raccogliere in uno sguardo soggettivo la realtà e la vita di tutti i giorni. “In questo processo creativo – come ha sottolineato la curatrice Genny Di Bert – si riconosce quasi una valenza ‘epidemica’ del voler osservare, memorizzare, entrare in ciò che si vede, renderlo proprio per poi diffonderlo con la propria conoscenza e sensibilità. Una contaminazione riscontrabile nella diffusione odierna di immagini, tra documentazione e fenomenologia dell’arte. L’esposizione costituisce una sorta di osservatorio privilegiato dell’Italia contemporanea all’interno dello spazio espositivo: l’Italia nell’Italia”.(red)