La Banca centrale europea ha deciso di prolungare il “quantitative easing” (il programma di acquisto dei titoli di stato) fino a dicembre 2017 e anche oltre, “se necessario”: la comunicazione arriva dall’Eurotower, che manterrà stabile a quota 80 miliardi al mese il ritmo di acquisti di debito fino a marzo, mentre a partire dal mese di aprile gli acquisti saranno pari a 60 miliardi al mese. “Ma se le condizioni lo richiederanno – spiega il comunicato dell’Eurotower – la Bce intende aumentare il programma in termini di dimensioni e/o durata”. Come era nelle previsioni, inoltre, la Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse, confermando il costo del denaro a zero. Per quanto riguarda la crescita dell’Eurozona, invece, per il 2016 l’istituto di Francoforte si aspetta un +1,7% (stessa previsione formulata a settembre), per il 2017 +1,7% (+1,6% la precedente stima) e per il 2018 a +1,6%. L’Eurotower pubblica per la prima volta la stima sul 2019: +1,6%. Riviste anche le stime per l’inflazione: +0,2% nel 2016 (come nella previsione di settembre), +1,3% nel 2017 (+1,2%), +1,5% nel 2018 (+1,6%). La stima per il 2019 (pubblicata per la prima volta) recita +1,7%. “Non vediamo rischi per la tenuta dell’euro” legati alla crisi politica italiana, assicura il presidente della Bce, Mario Draghi, spiegando che rispetto a pochi anni fa il rischio di “contagio” tra i Paesi dell’Eurozona legato all’instabilità politica si è molto ridotto. Draghi rigetta poi l’accusa che la Bce stia aiutando il bilancio italiano: “Non siamo di parte”.
MOSCOVICI. Intanto, il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici spiega che l’Europa non teme una crisi bancaria legata alla crisi politica in atto in Italia, perché “c’è una crisi ma c’è anche continuità” e i problemi delle banche italiane “sono gli stessi della scorsa settimana, non si sono aggravati”. (Roc – 8 dic)