“Il Pd ha un segretario che si chiama Matteo Renzi e che non è stato minimamente messo in discussione. Il lungo applauso che ha salutato il suo ingresso in direzione testimonia come tutto il partito si sia stretto intorno al suo leader”: così in un’intervista al Corriere della Sera il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, secondo cui “i numeri della direzione sono molto chiari. Renzi è segretario in virtù del congresso del 2013, nel 2017 ci sarà un altro congresso e in quella sede ci confronteremo”. Guerini esclude l’ipotesi di evitare le primarie: “No, è un’ipotesi strampalata. Lo Statuto prevede il congresso ogni quattro anni e il Pd i congressi li celebra. Ma per Renzi viene prima l’interesse del Paese, risolvere la crisi sotto la guida saggia del presidente Mattarella”.
GOVERNO. “Aspettiamo di sapere se tutte le forze politiche, a partire da quelle che hanno sostenuto il No e detto in campagna elettorale che subito dopo si doveva votare, confermeranno al capo dello Stato la loro posizione. Chi ha vinto il referendum, si assuma le proprie responsabilità davanti agli italiani”: così in un’intervista al Corriere della Sera il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, che aggiunge: “Noi abbiamo detto in modo molto chiaro che non abbiamo paura del voto, quando ci dovesse essere. E che siamo disponibili a un governo di responsabilità, a cui siano chiamate tutte le forze politiche. Siamo all’inizio del percorso di consultazioni, in cui noi esprimeremo le nostre valutazioni sulla base della relazione che il segretario ha svolto in direzione”. “M5S, Lega e FI dicano quel che vogliono fare – continua Guerini . Tocca anche a loro fare una proposta davanti agli italiani. Anche alla luce di quel che diranno, noi esprimeremo le nostre valutazioni più compiute”. Sull’ipotesi di un Renzi bis, il vicesegretario si esprime così: “Non mi lego a nessuna formula, anche per rispetto del capo dello Stato. Renzi ha fatto quel che aveva sempre detto. Ha batto le conseguenze della sconfitta al referendum ed è questo il fatto con cui ci dobbiamo confrontare. Per noi, che siamo una forza responsabile, l’interesse del Paese viene prima di tutto”. “II segretario è tutt’altro che solo. Nel Pd e in tutta Italia c’è compattezza intorno alla sua figura”, sottolinea poi Guerini sull’eventualità che Renzi resti isolato nel partito riguardo la sua volontà di andare al voto. (Red – 9 dic)