Roma, 15 dic – “Abbiamo voluto questi progetti sia per gli sfollati interni sia per le famiglie locali. Ci preoccupiamo anche delle famiglie locali perché ci sono gravi problemi economici, connessi alla svalutazione della moneta. Basti pensare che le famiglie qui vivono, in media, con l’equivalente di 50 dollari al mese!”. Con queste parole mons. Antoine Chbeir, vescovo maronita di Laocidea, città del nord-ovest della Siria, descrive e commenta i progetti che ACS-Italia ha presentato ai propri benefattori per la campagna di raccolta fondi natalizia. “Stiamo sostenendo le famiglie perché, per esempio, gli affitti delle case ora sono particolarmente elevati dato l’afflusso di rifugiati interni. La nostra gente non si può permettere questi costi”. Il vescovo di Laodicea lancia infine un appello ai cattolici italiani, chiedendo “anzitutto preghiere affinché possiamo ottenere finalmente la pace. Con la pace non avremo più bisogno di aiuti perché potremo farcela da soli. Ora però c’è la guerra, e abbiamo bisogno di riscaldamento per le famiglie, di latte e pannolini per i bambini… Abbiamo bisogno anche di sostenere l’educazione dei giovani, perché attraverso l’educazione possiamo combattere il terrorismo.”. E tutto questo perché “i siriani possano rimanere nella loro terra, terra in cui c’è Damasco, dove San Paolo si è convertito, terra della Cattedrale di San Simeone lo Stilita, costruita vicino ad Aleppo”
(red)