Roma, 15 dic – Fare attività fisica – a differenza di quanto comunemente si pensa – è una delle più valide terapie per riabilitare un cuore malato. Si tratta di una vera e propria medicina per le persone che hanno già subito un infarto, un intervento di bypass coronarico o un impianto di stent che riduce del 25% circa il numero totale dei decessi, le morti su base cardiovascolare, il ripetersi di episodi di infarto e le riammissioni in ospedale. Una percentuale significativa considerato che nell’Unione Europea le malattie coronariche sono la prima causa di morte e comportano circa 1.95 milioni di decessi ogni anno. La riabilitazione cardiaca basata sull’esercizio fisico è stata il focus del progetto “Take Heart” i cui risultati – che saranno presentati sabato a Roma, all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni – hanno contribuito a sfatare la triste credenza che vede i cardiopatici condannati ad una vita piena di rinunce. Il Progetto, sviluppato in accordo con il programma Erasmus+ Sport, tra 2015 e 2016 è stato promosso in cinque Paesi Ue (Austria, Italia, Norvegia, Polonia e Ungheria) ed ha coinvolto oltre all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni, il Dipartimento di Riabilitazione Cardiovascolare della Feiring Heart Clinic di Oslo; la facoltà di Educazione Fisica e Sport Dipartimento di Medicina dello Sport e Chinesiologia dell’Università di Cracovia; il Cluster di sviluppo per lo “Sport e lo stile di vita in Ungheria” Dekut di Debrecen; l’Istituto Universitario di Medicina dello Sport, Prevenzione e Riabilitazione di Salisburgo. (red)