Roma, 21 dic – “Anche gli italiani all’estero proprietari di immobili in Italia devono pagare Imu e Tasi nel caso in cui non siano pensionati titolari di pensione estera (con il nostro impegno e le nostre non facili battaglie siamo riusciti a far esentare dalle imposte i pensionati italiani residenti all’estero proprietari di immobili in Italia). Ma cosa succede se non si pagano nei tempi prestabiliti le imposte immobiliari? C’è la possibilità di mettersi in regola con una modesta “sanzione”. Infatti con le nuove norme del ”ravvedimento operoso” è possibile evitare multe salate con esborsi davvero minimali ma crescenti nel tempo pagando una sanzione ridotta calcolata in percentuale diversa a seconda dei giorni di ritardo”. Lo ricordano i deputati del Pd eletti all’estero, Marco Fedi e Fabio Porta, che spiegano di cosa si parla quando si parla di “ravvedimento operoso”: “E’ la possibilità che il fisco concede ai contribuenti di mettersi in regola con un pagamento o una scadenza con una sanzione ridotta rispetto al normale. Alla sanzione vanno aggiunti gli interessi legali, che vanno rapportati al periodo di ritardo nel pagamento. Ovviamente la possibilità di ”ravvedersi” è prevista solo se il fisco non ha già scoperto l’irregolarità e procede autonomamente per il recupero di quanto dovuto. Quindi chi non ha pagato la seconda rata della Tasi o dell’Imu entro il 16 dicembre e sfrutta il ravvedimento operoso, riceve una sanzione pari allo 0,1% dell’imposta non versata per ogni giorno di ritardo, a patto che il versamento arrivi entro 14 giorni dalla scadenza del termine (quindi entro il 30 dicembre 2016)”.