(23 dicembre 2016) Sono 21 i pubblici ministeri che dalla Cina sono arrivati in Abruzzo. Il motivo? Partecipare al corso di formazione sul sistema processuale italiano che si è svolto all’Università di Teramo, in accordo con il Governo della Repubblica Cinese della Provincia di Hubei, organizzato e coordinato da Maria Cristina Giannini, docente di Criminologia e delegato del Rettore alla Mobilità europea e internazionale. Il corso si è appena concluso ed è stato un vero successo. Particolare soddisfazione per la formazione ricevuta è stata, infatti, espressa dai magistrati cinesi, che per tre settimane hanno seguito lezioni e partecipato a incontri sull’organizzazione investigativa dei procuratori italiani e sul meccanismo operativo degli organi procedurali italiani. “La Procura di Hubei ‒ ha spiegato Giannini ‒ con la quale avevamo già collaborato per un incontro sul tema della detenzione, considerando di alto livello il ruolo delle procure italiane nelle indagini, ha richiesto al nostro Ateneo un aggiornamento specifico nel momento in cui gli organi giudiziari cinesi stanno portando a termine una riforma del sistema giudiziario incentrata su un miglioramento del sistema di responsabilità giudiziaria del Tribunale e della Procura del Popolo, che sono i loro organi penali”. “Per questo ‒ ha proseguito la docente ‒ ho ritenuto fondamentale coinvolgere anche alcuni attori del processo penale in Italia quali la Procura della Repubblica di Teramo, la Questura di L’Aquila, l’Ordine degli Avvocati di Teramo, la Procura Generale presso la Corte di Cassazione e la Procura Generale presso le Corti d’Appello di L’Aquila e Roma”. (PO / red)