Roma, 29 dic – “E’ il vuoto, la gente ha paura, si chiude in casa, non c’è nessuno in giro”. Così Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri, in un colloquio con il Corriere della Sera, parla del suo viaggio in una Caracas preda di povertà e crimine, dove ha incontrato la Comunità italiana al centro Italiano-Venezuelano della capitale: “Ho portato al Parlamento la nostra solidarietà, come l’ho portata alla comunità italiana da parte di tutte le nostre istituzioni. Questa comunità negli anni ’50 era la prima per rimesse degli emigranti, oggi non possiamo lasciare soli i nostri connazionali” e “come abbiamo fatto per l’Argentina negli anni della crisi, dobbiamo adottare provvedimenti normativi e organizzativi speciali con copertura finanziaria ad hoc. Lo proporrò al governo al mio ritorno”. Casini denuncia che gli italiani in Venezuela si sentono “abbandonati” e lamentano la disattenzione “dei media”, mentre lì si muore perché, come la madre di una dipendente dell’ambasciata, “non si trovava in ospedale un anticoagulante” o perché, come è accaduto li 6 giugno scorso a un dipendente del consolato, si viene assassinati in casa. Per questo, per Casini non si può più perdere tempo: “È il momento di agire. Ora”.
(red)