Roma, 13 feb – “In primo luogo – spiega la Farnesina – è stato fatto stato della massima collaborazione e della costante assistenza assicurata da parte delle autorità venezuelane alla delegazione italiana, che ha potuto incontrare, oltre a numerosi operatori e responsabili tecnici, il capo della Protezione civile venezuelana, Antonio Rivero e il procuratore incaricato dell’inchiesta, José Gregorio Morales. Le autorità venezuelane hanno fornito risposte a tutte le richieste di informazioni formulate dalla delegazione italiana, e hanno altresì organizzato una nuova simulazione di volo sull’arcipelago di Los Roques, nel corso della quale è stata anche fisicamente mostrata agli esperti italiani l’area delle ricerche”. Per quanto riguarda le circostanze tecniche, spiega la Farnesina, “non vi sono tracciati radar che permettano di determinare in maniera certa l’ultima posizione dell’aereo prima del tentato ammaraggio. Il sistema radar dell’aeroporto di Maiquetia (aeroporto di Caracas) era in grado di seguire la traccia dell’aereo solo entro le 35 miglia nautiche. Il 4 gennaio – prosegue la nota – non essendo stata completata la riconversione del vecchio apparato verso un nuovo sistema, non è stata effettuata alcuna registrazione del tracciato. Inoltre la torre di controllo dell’aeroporto di Gran Roque non dispone di sistema radar, né di altri meccanismi in grado di registrare elettronicamente la posizione e la distanza dei velivoli in avvicinamento. Non esiste, infine, una registrazione vocale delle comunicazioni radio intercorse con la torre di Gran Roque, ma solo un rapporto scritto delle conversazioni fra velivoli e controllori di volo”. (SEGUE)