Il referendum “è stato un grande segno di partecipazione: nel nostro paese c’è volontà di contare, non indifferenza. Certamente poi vanno lette in profondità le ragioni del No. Questa pratica è stata archiviata un po’ troppo velocemente. I cittadini chiedono un cambio di politiche su quello che più gli sta a cuore. Oltre a volere mantenere l’assetto costituzionale com’è, l’esito ha detto ai politici: ‘Cambiate registro’. La gente vuole certezza dei diritti e non bonus temporanei. Non è possibile che ogni passaggio di un’esistenza debba essere sospeso, senza sapere su cosa si possa contare e su cosa no. Il diritto o è un diritto o non lo è”. Lo afferma, la presidente della Camera, Laura Boldrini, in una intervista a Repubblica, nella quale parla anche della distanza tra cittadini e Palazzo, rilevata dal rapporto Demos: “Penso che si debba al peggioramento delle condizioni di vita delle persone, che si sono sentite tradite dai propri rappresentanti, non in grado o non concentrati a contrastare questo scivolamento della qualità della vita con politiche adeguate. La gente si è allontanata dalla politica perché questa si è allontanata dalla gente, concentrandosi solo sulle questione interne al ceto politico. Mentre intorno aumentano esclusione, disuguaglianza e povertà”. E aggiunge: “Da più di un anno ho iniziato il giro delle periferie italiane, dove ho trovato rabbia ma anche riscatto: associazioni, comitati, laboratori. Mentre – mi dispiace doverlo dire – non ho trovato le organizzazioni territoriali dei partiti, anche se c’erano a volte deputati e amministratori locali. A ricambiare la visita a Montecitorio sono venute delegazioni dello Zen, di Scampia, di Corviale. Nessuno di loro era mai entrato in un’istituzione”. Inoltre Boldrini sottolinea che “dobbiamo andare a votare, certo, ma senza sottovalutare l’importanza di una legge elettorale per Camera e Senato che sia omogenea. E che deve sapere armonizzare esigenze di rappresentanza e di governabilità”. Infine, alla domanda se sarà la candidata di Pisapia alle primarie del centrosinistra, risponde: “Non mi sento di fare previsioni, per me quello che conta è ragionare sui programmi e sulle priorità. Il centrosinistra è necessario trovi una condivisione sui contenuti visto che abbiamo alle spalle anni di divisioni proprio su questioni di merito. Voglio prima ragionare su questo, perché il cambiamento non nasce da schemi di Palazzo”. (9 Gen – Red)
