Roma, 14 feb- Il 21 febbraio a Roma, presso la sede del Goethe-Institut di via Savoia, si terrà la prima edizione del Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria bandito dal Ministero tedesco degli Affari esteri e dall’incaricato del governo federale tedesco per la Cultura ed i Mass Media, in collaborazione con il Goethe-Institut in Italia. Il riconoscimento avrà cadenza annuale ed è destinato a traduttori che, grazie al proprio lavoro, hanno contribuito alla diffusione della narrativa tedesca contemporanea in Italia e vice versa. Questa prima edizione ha esaminato traduzioni dal tedesco all’italiano ed è suddivisa in tre categorie: miglior traduzione 2006/2007; opera omnia; esordienti 2006/2007. La giuria è composta da Magda Olivetti, presidente, Hermann Dorowin, germanista, Andrea Casalegno, giornalista, Camilla Miglio, germanista, Ugo Perone, filosofo, Ugo Riccarelli, scrittore e Maike Albath, presidente della giuria tedesca, dopo l’esame delle opere pervenute e successive discussioni, nella seduta finale del 15. I premi saranno conferiti dall’Ambasciatore tedesco in Italia, Sua Eccellenza Michael Steiner. La cerimonia prevede la partecipazione della Direttrice generale del Goethe-Institut in Italia, Susanne Höhn, e della presidente della giuria, Magda Olivetti. Il compito della laudatio è affidato a Luigi Forte, mentre brani tratti dalle opere tradotte dai vincitori saranno letti da Cloris Brosca. “Il premio – secondo l’Ambasciatore Michael Steiner – rappresenta un simbolico ponte linguistico tra i nostri due Paesi, finalizzato a rafforzare la reciproca comprensione e ad abbattere letteralmente i pregiudizi ancora esistenti”. Ma vuole anche riconoscere il difficile compito del traduttore, il suo continuo e infaticabile studio della lingua, delle sue espressioni, sfaccettature ed eccezioni. Chi traduce possiede l’abilità di andare oltre la conoscenza prettamente linguistica di un testo, e di trasmettere al lettore anche un modo di essere, un intero contesto culturale e sociale. “Il traduttore vive in una sorta di ubiquità fra due lingue – afferma Luigi Forte – che, in modi diversi rappresentano una più ampia Heimat, lo spazio di una patria ideale: quella della letteratura”.
(Sis)