“NOTTI AL CIRCO” DI ANGELA CARTER
Dopo il successo di “Figlie sagge”, l’ultimo romanzo di Angela Carter, una delle più anticonformiste e geniali scrittrici inglesi del Novecento, arriva in libreria per Fazi Editore il romanzo che le ha dato la fama, “Notti al circo” (introduzione di Dacia Maraini, traduzione di Maria Giulia Castagnone), premiato con il James Tait Black Memorial Prize. Il romanzo, definito dall’autrice stessa “un Dickens psichedelico”, è una sintesi della migliore Angela Carter: un concentrato di grande letteratura, umorismo pungente, prosa brillante, erotismo, demolizione sistematica dei cliché e un’immaginazione debordante. Fevvers, diversa da tutti i neonati per le poche soffici piccole piume sulle sue scapole, è stata abbandonata appena in fasce, in una via di Londra, nella speranza che qualcuno se ne prenda cura. Raccolta dalla tenutaria di un bordello, ha finito prima per lavorare per lei, in veste di Cupido e poi, cresciutele due ampie e vigorose ali sulla schiena, si è guadagnata da vivere come fenomeno da baraccone. Ma la sua carriera ha una svolta quando comincia a esibirsi come aerialist, volteggiando sui trapezi: tutti impazziscono per lei, a Parigi la chiamano Ange anglaise, Alfred Jarry l’ha inutilmente chiesta in sposa e ora tutta Londra si prostra ai piedi della Donna Alata. Nel 1899 è al culmine della sua carriera, e Jack Walser, 25 anni, californiano dalle poche aspirazioni, giornalista, è nel suo camerino, in una confusione di piume e pizzi, all’Alhambra Music Hall della capitale inglese, per farsi raccontare la sua storia, per cercare di svelarne il mistero, o la mistificazione. La attende un tour che la porterà a Berlino, a Mosca e in Siberia, e Jack Walser, inizialmente scettico e poi soggiogato, e comunque deciso ad andare fino in fondo in quello che spera sarà lo scoop di una vita, sceglie di riciclarsi come clown del circo pur di accompagnarla nella sua tournée. (Red)
“BOWIE” DI SIMON CRITCHLEY
“Comincerò con una confessione piuttosto imbarazzante: nessuno, in tutta la mia vita, mi ha dato più piacere di David Bowie”. Siamo all’inizio degli anni Settanta. David Bowie va a “Top of the Pops”, la trasmissione musicale più popolare d’Inghilterra, e canta “Starman”, il brano che avrebbe segnato una svolta nella sua carriera e per un’intera generazione di artisti. Ambigua e sensuale, la sua performance ipnotizza il dodicenne Critchley. È l’inizio di una passione destinata a durare tutta la vita. Come in un romanzo di formazione, la folgorante parabola del Duca Bianco viene a illuminare le giornate grame del ragazzo di periferia, accompagnandolo fin dentro l’età adulta, nella scoperta dei grandi eventi dell’esistenza. Ormai filosofo affermato, può ora cogliere il senso di quell’incontro in “Bowie” (Il Mulino) pagine provocatorie e psichedeliche come l’eroe che celebrano. Simon Critchley insegna Filosofia alla New School for Social Research di New York. Fra i suoi libri tradotti in italiano ricordiamo: “Humour” (Il melangolo, 2004), “Responsabilità illimitata” (Meltemi, 2008) e “Il libro dei filosofi morti” (Garzanti, 2009). Collabora con il “New York Times”. (Red)
SERGIO ROMANO: “GUERRE, DEBITI E DEMOCRAZIA”
Dal Trattato di Versailles al Piano Marshall, la gestione del debito ha rappresentato da sempre uno dei motori fondamentali della politica europea. In “Guerre, debiti e democrazia. Breve storia da Bismarck a oggi” (Laterza), Sergio Romano, osservatore d’eccezione, ce ne mostra tutta la complessità nell’ultimo secolo e mezzo, evidenziando le interdipendenze tra i Paesi, l’importanza della fiducia reciproca per avviare la ripresa e che cosa abbiamo da imparare dalla nostra storia recente per costruire un futuro migliore. Col Trattato di Versailles, al termine della Grande guerra, la Germania è condannata a pagare in trent’anni 132 miliardi di marchi d’oro. Le conseguenze della miopia dei vincitori emergono presto: una Germania frustrata e indignata diventa il vivaio ideale per la nascita del nazismo. Dopo la Seconda guerra mondiale tutto cambia: il Piano Marshall finanzia la ricostruzione europea e, più tardi, nella conferenza di Londra del ’53, i Paesi creditori decidono di cancellare metà del debito tedesco. Ma non esistono solo i debiti di guerra, ci sono anche quelli contratti in tempo di pace. L’Europa degli anni più recenti ha affrontato la questione senza riuscire a dimostrare unità. Il caso del debito greco esplode nel 2009, seguito da una crisi di rapporti greco-tedeschi: la Grecia accusa la Germania di non aver onorato i debiti contratti con la guerra, mentre i tedeschi accusano la Grecia di aver truccato i conti. L’Unione vacilla sotto il peso della crisi. Oggi, per capire le polarizzazioni e i contrasti sulle politiche dell’austerità è fondamentale isolare gli snodi storici che hanno definito i rapporti tra creditori e debitori in Europa. È quello che fa Sergio Romano attraverso gli ultimi centocinquant’anni, sottolineando come la fiducia reciproca tra i popoli abbia svolto una funzione fondamentale per superare i momenti di difficoltà e avviare la ripresa. Sergio Romano, storico, saggista e diplomatico, ha insegnato in varie università in Italia e all’estero. È editorialista del Corriere della Sera. Tra le sue pubblicazioni: “Guida alla politica estera italiana dal crollo del fascismo al crollo del comunismo” (1992) per Rizzoli; “L’Italia scappata di mano” (1993) per Longanesi; “Cinquant’anni di storia mondiale” (1995) per TEA; “Tra due repubbliche” (1995) per Mondadori; “L’arte in guerra” (2013) per Skira; “Morire di democrazia. Tra derive autoritarie e populismo” (2013), “Il declino dell’impero americano” (2014), “In lode della guerra fredda. Una controstoria” (2015) e “La quarta sponda. Dalla guerra di Libia alle rivolte arabe” (2015) per Longanesi; “Berlino capitale. Storie e luoghi di una città europea” (2016) per Il Mulino. (Red)
“NESSUNO COME NOI” DI LUCA BIANCHINI
Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati “Tre cuori in affitto”, come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L’equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall’arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po’ arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Sono i protagonisti di “Nessuno come noi” di Luca Bianchini (Mondadori). Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l’appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell’adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell’amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando “non dovrebbe”. In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze. Luca Bianchini è nato a Torino nel 1970 e ha frequentato il liceo Majorana di Moncalieri. Con Mondadori ha pubblicato Instant love (2003), Ti seguo ogni notte (2004), la biografia di Eros Ramazzotti, Eros – Lo giuro (2005), Se domani farà bel tempo (2007), Siamo solo amici (2011) e Dimmi che credi al destino (2015). Nel 2013 le storie pugliesi di Io che amo solo te e La cena di Natale di Io che amo solo te hanno conquistato le classifiche e il cuore dei lettori. Da questi romanzi sono stati tratti due film di grande successo nel 2015 e nel 2016. Collabora con Repubblica e Vanity Fair per cui tiene il blog “Pop up”. (Red)
GLI ULTIMI GIORNI DI CRISTOFORO COLOMBO
“Andò alla finestra e con grande piacere si accorse che vedeva molto meglio: quel breve riposo era stato davvero salutare. Il panorama era stupendo: vasto, aperto, maestoso. In poco spazio sembrava riassumere tutta la bellezza, la grazia e la potenza delle sue Indie”. Valladolid, maggio 1506.Cristoforo Colombo, l’Ammiraglio del Mare Oceano, malato, giace a letto; sa che per lui sta arrivando la fine. Circondato dai suoi affetti più cari, in tre giorni, Colombo ripercorre le tappe della sua avventurosa esistenza. Personaggi reali, avvenimenti del presente e ricordi lontani ruotano come in un carosello: la genesi del suo progetto, le lunghe trattative con il re del Portogallo prima e con i re di Spagna poi, i rapporti con i figli e l’amatissimo fratello Bartolomeo, gli amici, le donne della sua vita: Felipa, la moglie; Beatrice, la più amata; la signora di Gomera con la quale ha avuto una travolgente avventura. E poi i viaggi transatlantici e le scoperte, le vittorie e le sconfitte che ha affrontato sempre sorretto da un’incrollabile fede. “Gli ultimi giorni dell’ammiraglio” di Ilaria Luzzana Caraci (Mursia) è un avvincente romanzo in cui scorre la vita dell’uomo che ha cambiato la storia, aprendo la via verso il Nuovo Mondo. Ilaria Luzzana Caraci ha insegnato Geografia e Storia delle Esplorazioni nelle Università di Roma la Sapienza, Genova e infine di Roma Tre. Ha fondato e diretto il Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici e il periodico “Geostorie”. Autrice di studi sui grandi viaggiatori italiani dei secoli XIV e XV e sulla storia della scoperta del Nuovo Mondo, con Mursia ha pubblicato nel 2009 Al di là di altrove, saggio sulla storia delle esplorazioni. (Red)