Tra un G7 da presiedere e un prestigioso quanto importante seggio temporaneo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quello che si è appena aperto sarà per l’ Italia almeno in politica estera “un anno fondamentale, delicato e stimolante”. Ne è convinto Angelino Alfano, che a un mese dal suo insediamento a capo del ministero degli Esteri traccia in Parlamento le linee guida del suo mandato. Premettendo che “c’è una continuità oggettiva della politica estera italiana sulla fede nell’ integrazione europea, sui diritti umani, sul Mediterraneo e sulla politica atlantica. Ma mi sono reso conto del progressivo scolorirsi delle differenze tra frontiere interne ed esterne, come nel caso del terrorismo. Ma l’ essere agganciati a certi riferimenti non ci fa avere paura nell’ affrontare un anno che sarà delicato”.
I DIECI TEMI DA AFFRONTARE Il neo-ministro vede in questi due impegni una duplica occasione per alzare il livello della visione d’ insieme. “”Non dobbiamo illuderci di poter fare parte di uno scenario globale con una agenda solo italiana: dobbiamo fare parte del mondo. La strategia deve essere quella di giocare a tutto campo, a testa alta, come italiani e come europei”. Respingere l’ Isis in Siria e in Libia, tenere sotto controllo la situazione in Libano, lavorare per la pacificazione del Medio Oriente, una mediazione Onu in Yemen, le guerre e le migrazioni del Corno d’ Africa, le crisi dell’ Africa centrale come Congo e nella Repubblica Centrafricana, consolidamento della pace nel Sahel, stabilizzazione nel Sud-Sudan e temi trasversali come donne, diritti civili, estremismo violento e conseguenze umanitarie della crisi: : sono questi secondo Alfano, i dieci temi che l’ Onu dovrà affrontare nel 2017, con l’ Italia in prima fila.
IL G7 Ma anche dal G7 dovranno uscire novità importanti, “non dovrà essere un semplice evento mediatico, la risoluzione finale dovrà contenere qualcosa che sia il superamento di quanto fatto nel 2016”. Con la speranza che la più grande novità del G7 sia in realtà il suo tornare ad essere un G8, con il rientro della Russia. “La Russia è un partner affidabile sull’ approvvigionamento energetico e utilissimo nella lotta al terrorismo internazionale, se su ogni tema si finisce a discutere con la Russia forse è il caso di ripensare a un modello di G8 che superi il G7. E’ sciocco non sperare in un allentamento delle tensioni tra Russia e Stati Uniti”. E a proposito di Usa, “io sono convinto che i legami transatlantici usciranno rafforzati dai rapporto col nuovo presidente Trump: dobbiamo avere fiducia nella più grande democrazia del mondo e abbiamo il diritto e il dovere di rispettare le scelte di milioni di elettori”. Una critica alla Nato però Alfano la muove: ” “Abbiamo un sistema di minacce che è cambiato rispetto al passato, e in questo c’ entrano anche alcune questioni che riguardano la Nato: per fatti storici la Nato guarda a Est, ma ci sono delle minacce liquide che vengono da Sud. Stiamo guardano un fronte che non è l’ unica ragione per cui bisogna riaffermare la nostra esigenza di sicurezza”.
(17 gen – Sis)