Roma, 15 feb – A dieci anni dall’adozione della Strategia Europea per l’Occupazione e nonostante i risultati ottenuti, l’Europa ed i suoi Stati membri hanno ancora una lunga strada da percorrere prima che tutti gli ostacoli ad un mercato del lavoro efficace e funzionale vengano rimossi e gli obiettivi preposti vengano raggiunti. Questo messaggio è stato ribadito oggi da Andrea Benassi, Segretario Generale dell’ Ueapme (l’organizzazione che rappresenta, a livello europeo, gli interessi dell’artigianato e delle piccole e medie imprese dell’Unione europea e dei paesi candidati all’adesione,ndr), in un intervento alla conferenza internazionale sulle politiche del lavoro “Flessibili, non precari” a Torino. L’eccessiva segmentazione dei mercati del lavoro e soprattutto la costante mancanza di manodopera sono particolarmente preoccupanti per le Pmi, che vedono ridotto il loro potenziale di crescita a causa delle disfunzioni persistenti sul mercato del lavoro. In Italia, ad esempio, recenti statistiche dimostrano che oltre 70.000 potenziali posti di lavoro nel settore dell’artigianato rimangono inassegnati per mancanza di manodopera. In particolare, l’ Ueapme insiste sulla necessità di rispondere ai bisogni primari delle piccole e medie imprese, che costituiscono il 99% del tessuto economico dell’Unione Europea. “Il mercato del lavoro è essenzialmente concentrato sulla fascia 30-55 anni – ha spiegato Benassi – e taglia fuori di fatto i giovani, gli anziani e le donne, tre categorie che rimangono sottorappresentate”. “Il mercato del lavoro va modernizzato grazie a un giusto equilibrio tra flessibilità e sicurezza. A livello europeo, – ha detto Benassi – è recente l’adozione dei cosiddetti ‘principi comuni sulla flessicurezza’. Le riforme del mercato del lavoro richiedono coraggio e lungimiranza, e vanno portate avanti – ha concluso il Segretario Generale – in stretta collaborazione con tutte le parti sociali, inclusi i rappresentanti dell’artigianato e della piccola e media impresa”. (IIl)