“Eravamo nella piscina interna, l’albergo era isolato, la strada era bloccata. Il mio fidanzato e un altro ragazzo si dicevano: se succede una catastrofe, non ci ritrovano più…”, “mai vista tanta neve attorno a un albergo”. Così Francesca, 24enne estetista di Pescara, racconta in una intervista a Repubblica, cosa successe all’hotel Rigopiano prima della sciagura che finora ha causato 6 vittime accertate mentre si contano 24 dispersi ma anche 11 sopravvissuti. “C’era un’aria strana, una luce brutta, lugubre. I due ragazzi della reception hanno offerto ad alcune coppie la possibilità di prolungare la permanenza uno o due giorni, a prezzi scontati. Era un modo per risarcirci del disagio dell’isolamento”, “abbiamo preferito andare via” ma “una coppia di Atri, invece, ha accettato l’offerta dell’hotel: dicevano che al loro paese non c’era l’acqua e l’esercito era in strada per l’emergenza, quindi che per loro era meglio rimanere un’altra notte al Rigopiano. Ora sono tra i dispersi, purtroppo”. Francesca, con il fidanzato, avevano colto una occasione on-line per festeggiare il compleanno del giovane: “Quando è stato il momento di partire da Pescara stava nevicando tanto e non ero proprio convintissima di andare. Dall’hotel, però, mi hanno telefonato dicendomi che non c’erano problemi, e mi hanno garantito che la provinciale da Farindola sarebbe stata percorribile” ma “nell’ultimo tratto le ruote della macchina slittavano. E’ dovuto intervenire un ragazzo dell’hotel, il manutentore credo, che ci ha liberati con un piccolo trattorino. Non hanno uno spazzaneve, all’hoteL Solo quella piccola pala meccanica che usano per pulire il piazzale”. E quando sono arrivati, spiega ancora, “la Casa del Bosco, un appartamento esterno che credo costi 1.600 euro a notte, era già inaccessibile: la neve ne aveva ricoperto l’ingresso. E dietro al resort, sul versante, si era formato come una specie di grosso canalone innevato”. Ma anche mentre la nevicata infuriava all’albergo rassicuravano la clientela: “C’era un uomo, credo il proprietario, che cercava di tranquillizzare tutti. Mi ricordo di aver sentito una telefonata alla reception, nella quale rassicuravano i clienti che sarebbero dovuti arrivare quel giorno” ma “lo spazzaneve alla fine arrivato alle 15. A quel punto una quindicina di clienti, tra cui noi, se ne sono andati. Eravamo una carovana di 7 macchine. Scendendo molto lentamente, abbiamo incontrato 5 automobili che stavano salendo. Ci siamo dovuti spostare di lato, sul ciglio della strada, per evitare incidenti. In un’auto c’erano dei bambini piccoli, e mi ricordo di aver pensato: accidenti, questi portano su i figï… ma non si accorgono della situazione? Quando ho saputo che li avevano salvati, ho pianto di gioia”. E in una intervista al Tempo Ilario Lacchetta, sindaco di Farindola, afferma: “Sono pronto ad essere sentito dai pm”, “non ho ricevuto né bollettini sul rischio valanghe, né email con richieste di aiuto dall’hotel Rigopiano. Forse perché in municipio mancava l’elettricità da due giorni” ma “non è che Rigopiano avesse una particolare segnalazione dal punto di vista valanghifero, né tanto meno c’erano state segnalazioni da parte dei gestori dell’hotel o di altre persone”. (23 Gen – Red)