Pechino – C’è la Cina fra le principali aree del mondo dove la componentistica italiana per l’automotive presenta ampi margini di crescita. Se da una parte, infatti, l’industria di produzione di autoveicoli è presente su una pluralità di geografie e aumenta in misura significativa le proprie esportazioni, la componentistica resta concentrata su mercati tradizionali come quello europeo (circa il 70% del totale export). È proprio da un cambio di marcia della componentistica che l’export italiano potrebbe ottenere i maggiori benefici, intercettando l’aumento della domanda in diversi Paesi, soprattutto asiatici. SACE ha individuato 12 mercati di opportunità che genereranno vendite per oltre 75 miliardi di euro in più di componenti per l’automotive al 2021. Oltre a mercati noti come Cina, Messico e India, sono presenti anche economie asiatiche di frontiera, in cui diventa ancora più strategico avere un approccio strutturato all’internazionalizzazione. (9colonne)