“C’è da armonizzare i due sistemi elettorali di Camera e Senato, come chiedeva il presidente Mattarella. Ma lo dico a caratteri cubitali: non è un modo di prendere tempo, perché noi suggeriamo un intervento in artroscopia. L’Italicum modificato dalla Consulta si applichi anche al Senato con due sole aggiunte. Si introduca un premio di governabilità per la coalizione prima classificata, anche se essa non raggiunge il 40 per cento. E si introduca, su indicazione della Consulta, un meccanismo di opzione per chi è eletto in più collegi, al fine di evitare il sorteggio”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in una intervista al Messaggero nella quale replica a quanti chiedono elezioni subito: “Non entro nel gioco delle date. Stanno nascendo in queste ore due partiti. Quello della melina, rappresentato da chi usa la legge elettorale come pretesto per andare avanti. E quello della fretta, rappresentato da chi dice: pur di andare al voto, andiamoci anche con due sistemi differenti. Io guido il partito del buon senso. Il nostro motto è: un articolo, due commi, sei righe. Basta questo per risolvere i problemi posti dalla Corte Costituzionale e anche dall’opportunità politica”. Il partito della fretta è Renzi e quello della melina è Gentiloni? “No, questa è una semplificazione inaccettabile. Perché si tratta di schieramenti molto diagonali e spero che il Partito Democratico prenda sul serio la nostra proposta che ripeto: un articolo, due commi, sei righe. Basta questo per omogeneizzare i sistemi delle due Camere, che risultano assai diversi tra di loro. Al Senato c’è la coalizione, alla Camera no. Alla Camera c’è il premio di maggioranza, al Senato no. Alla Camera la soglia di sbarramento è al 3 per cento, al Senato al 4. Alla Camera ci sono i capilista in collegi piccoli, al Senato ci sono le preferenze in collegi enormi. E’ tutto platealmente disomogeneo, e occorre intervenire”, “c’è lo spazio per omogeneizzare i sistemi elettorali senza fare melina. Il tema della data del voto è nelle mani del presidente della Repubblica al quale noi ci affidiamo”. (26 Gen – Red)