(27 gennaio 2017) “Nulla è più nostro. Ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero”. Il racconto inizia il 13 dicembre 1943, quando Primo Levi è arrestato dalla milizia fascista e in seguito deportato nel campo Buna-Monowitz, vicino Auschwitz, dove sopravvive fino alla liberazione, avvenuta il 27 gennaio 1945. La terribile realtà della sua testimonianza, evitando toni pietistici o patetici, viene rappresentata con i colori dello stupore, della semplicità e, per quanto questo sia arduo, della leggerezza. “Primo” è il titolo del recital letterario tratto da “Se questo è un uomo” di Primo Levi, che domenica 29 gennaio (19-20.30) l’Istituto italiano di cultura di Mosca organizza presso il Museo Ebraico e Centro della Tolleranza della capitale russa, in occasione della celebrazione della “Giornata della Memoria”. L’adattamento è di Giovanni Calò (che cura anche la regia) e Jacob Olesen, attore del recital. Lo spettacolo sarà introdotto dal Prof. Evgenij Solonovič, che ricorderà la figura di Primo Levi di cui quest’anno ricorrono i trent’anni dalla morte. In lingua italiana con sottotitoli in lingua russa (il testo russo si avvale della traduzione di Elena Dmitriva ed è gentilmente concesso dalla casa editrice “Evrejskaja Proza” di Mosca). (Red)