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All’Ambra Jovinelli “456” di Mattia Torre

it@withub.it by it@withub.it
27 Gennaio 2017
in Archivio speciali - Teatro
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ALL’AMBRA JOVINELLI “456” DI MATTIA TORRE

Sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli – dal 7 al 12 febbraio, “456” scritto e diretto da Mattia Torre. Protagonisti: Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino,  Carlo De Ruggieri e con Michele Nani. “456” è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto.  Ma la tregua non durerà. “4 5 6” nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. “4 5 6” è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità, il cinismo, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale. Dallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini (attualmente disponibile su YouTube), e il libro “4 5 6 – Morte alla famiglia”, edito da Dalai. (PO / red)

KAFKA IL DIGIUNATORE DI LUCA DE BEI

Al Teatro dei Conciatori di Roma (via dei conciatori, 5), dal 31 gennaio al 12 febbraio, Luca De Bei proporrà in prima nazionale il suo nuovo lavoro tratto da Franz Kafka: Kafka Il Digiunatore, diretto ed interpretato dallo stesso Luca De Bei.  Siamo nel 1924: nel sanatorio di Kierling, non lontano da Vienna, Kafka, ridotto a un mucchietto di ossa e assistito dalla compagna Dora, si illude forse di poter lottare contro la tubercolosi di cui è malato da anni e riacquistare un po’ di forze. Ha con sé le bozze, da correggere e mandare all’editore, del suo ultimo racconto “Il digiunatore” e proprio questo racconto è uno dei pochissimi scritti che, nel suo testamento,  ha chiesto all’amico Max Brod di non distruggere.  Qualcosa di profondo lo lega infatti al personaggio del digiunatore di professione che, nella sua gabbia e davanti agli spettatori, resta aggrappato con caparbietà al suo dimagrire fino ai limiti dell’esistere, fino al raggiungimento del sottile confine tra la vita e la morte. Il protagonista del racconto sa bene però che i tempi cambiano, che il pubblico desidera spettacoli sempre più nuovi e avvincenti e che il suo mestiere è destinato all’oblìo. Forse è per questo che Franz Kafka, che si sente così marginale alla vita, così estraneo al mondo e persino a se stesso, sente profondamente la similitudine con questo “fenomeno da baraccone” scritturato da un circo ma diverso e distante da tutto ciò che lo circonda. “Amo da sempre questo autore che, a volte e a torto, è giudicato un autore difficile e pesante. In realtà i suoi testi sono pervasi da molta ironia e da una forte teatralità. La sua modernità è indiscutibile, visto che pochi come lui sono stati capaci di scendere negli abissi dell’animo umano e al contempo di inquadrare l’umana esistenza in un contesto surreale e spersonalizzante. Una condizione, questa, che appartiene fortemente all’uomo contemporaneo. Non per niente Kafka è considerato uno di quegli scrittori che più di altri ha saputo guardare lontano e analizzare e anticipare le contraddizioni e l’angoscia dell’uomo di oggi” spiega De Bei. (red)

MICHELE PLACIDO PORTA IN SCENA “NON ESCLUDO IL RITORNO”

Sabato 28 gennaio alle ore 21,00 al Teatro Tommaso Traetta di Bitonto in scena Michele Placido con “Non escludo il ritorno, Monologhi e canzoni di un cantautore poeta Franco Califano” nella Stagione di Prosa 2016/17 del Comune, organizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. La sceneggiatura fonde monologhi e canzoni, in un’emozione continua, tra la fine di uno dei testi raccontati e interpretati da Michele Placido e l’inizio di un capolavoro musicale del “Califfo”, eseguito dai suoi storici musicisti e dal suo storico produttore musicale e arrangiatore Alberto Laurenti. Sul palco la quotidianità del soggiorno della Villa di Califano ad Ardea, luogo nel quale ultimamente si componevano e si provavano canzoni, rivelando una grande malinconia e sensibilità , appena celata dietro una corazza di ironia. Scritto da Gerardo Russo, diretto dal M° Alberto Laurenti & Califano Music Ensamble, per la regia di Fabio Dicredico. (red)

GIUSEPPE CEDERNA IN TOURNÈE CON “MOZART RITRATTO DI UN GENIO”

Debutta mercoledì 1 marzo al Teatro Franco Parenti di Milano (fino al 12 marzo – Sala AcomeA – ingresso 25 euro – lun riposo mar, gio, sab h 20.45; mer, ven h 19.30; dom h 15.45) “Mozart ritratto di un genio”, di e con Giuseppe Cederna musiche di Wolfgang Amadeus Mozart eseguite dal vivo dal pianista M° Sandro D’Onofrio. Questi i primi appuntamenti della tournée: Teatro Franco Parenti, Milano – dal 1 al 12 marzo; Auditorium della RSI,  Lugano – 19 marzo; Teatro Bibiena, S.Agata Bolognese (Bo) – 23 marzo; Teatro Ristori, Verona – 31 marzo; Fonderie Limone, Moncalieri (To) – 20 maggio. “Dopo quasi trent’anni Wolfgang Amadè è tornato a trovarmi. – commenta Giuseppe Cederna – Mi ha chiesto di aiutarlo a ritrovare sé stesso. Di provarci almeno. Di raccontare la mia e la sua storia. Di tornare, per amore suo, a fare il clown come una volta. Ed eccomi qui”. “Mozart ritratto di un genio” è un monologo originale, un viaggio impervio ed esilarante tra la vita del genio e il miracolo della sua musica. Il testo, scritto da Giuseppe Cederna, é liberamente ispirato alla biografia “Mozart” di Wolfgang Hildesheimer. A dar corpo e voce a Mozart saranno un attore e un pianista, l’uno alter ego dell’altro in un continuo gioco di trasformazioni e specchi. Ecco quindi l’enfant prodige perennemente in tournée per le strade dissestate d’Europa; ecco le acrobazie e il talento per la comicità fecale tramandatagli dalla mamma; ecco il virtuoso, l’impareggiabile buffone, il Flauto Magico e il Don Giovanni; le umiliazioni, i successi, gli amori e i dolori che hanno segnato la fulminante esistenza di quello che Wolfgang Hildesheimer ha definito: «uno spirito indicibilmente grande, regalo immeritato per l’umanità nel quale la natura ha prodotto un eccezionale, forse irripetibile, ad ogni modo mai più ripetuto, capolavoro.»

BILLY ELLIOT TORNA A VOLARE

Leggero come una piuma e luminoso come un diamante, deciso a spiccare il volo verso il suo sogno straordinario: sarà ancora una volta un imperdibile ‘concentrato’ di tenacia, sorrisi e lacrime l’appassionante storia di “Billy Elliot il Musical”, lo spettacolo diretto e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo che torna ad emozionare il pubblico italiano.  Prodotto dalla PeepArrow Entertainment e da Il Sistina, il musical basato sull’omonimo film di Stephen Daldry è ripartito con il nuovo tour il 26 gennaio dal Teatro delle Muse di Ancona. Percorrerà tutta l’Italia – oltre 20 città, da Napoli a Torino, da Firenze a Genova, da Bari a Verona – fino ad aprile. Dopo l’enorme successo di pubblico e critica delle precedenti stagioni, Billy Elliot si presenta con ancora maggiore entusiasmo e con un cast rinnovato: il volto del celebre ballerino che, nell’austera e bigotta Inghilterra della Thatcher, non vuole rinunciare alla danza sarà quello del giovanissimo Arcangelo Ciulla, già nel cast dello scorso anno. Nato a Siracusa nel 2002, Arcangelo inizia a studiare danza all’età di 6 anni nella scuola Silva Arte Danza della sua città. Sin da subito si appassiona alla street dance, così decide di studiare hip hop, break dance, locking, popping e house con dancers di fama internazionale, fino ad avvicinarsi nel 2013 al mondo del musical. Una scelta dettata dalla passione e dalla voglia di esprimersi, che lo porta ad approfondire danza classica, modern jazz, canto, recitazione e tip tap e che da subito gli dà ottimi risultati.  Con lui nello spettacolo anche altri due giovanissimi talenti, Matteo Valentini nel ruolo di Michael, l’amico di Billy, e Filippo Arlenghi in quello di Kevin, entrambi formati dall’Accademia del Teatro Sistina diretta da Piparo e pronti a farsi valere sulla scena. Ancora una volta per il pubblico il privilegio di un musical dal respiro internazionale, che vanta le musiche pluripremiate composte da Elton John e un cast di incredibili talenti italiani: Luca Biagini nel ruolo del padre Jackie Elliot; Sabrina Marciano in quello di Mrs. Wilkinson (la maestra di danza che scopre il grande talento di Billy); Cristina Noci nel ruolo della nonna, Donato Altomare ed Elisabetta Tulli, il fratello Tony e la mamma di Billy. Nel cast anche 30 straordinari performer coreografati da Roberto Croce. La direzione musicale è del Maestro Emanuele Friello, le scene sono di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, l’impianto luci di Umile Vanieri.  (26 gen – red)

 

 

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