Roma – Sulla lotta per eliminare le mutilazioni genitali femminili “l’Italia è riuscita ad armonizzare le iniziative diplomatiche a favore dei diritti delle donne con interventi di cooperazione, promuovendo strategie a tutto campo” ma i risultati ottenuti, seppur importanti, “non sono definitivi”: anzi, devono essere considerati “reversibili finché non diventano patrimonio culturale e civile radicato”. Così Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, aprendo alla Farnesina la conferenza internazionale “BanFGM” sulla messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. La conferenza rientra nel progetto BanFGM, finanziato nel 2014 dalla Cooperazione allo sviluppo italiana per il rafforzamento del quadro politico, istituzionale e giuridico volto all’eradicazione delle MGF nei Paesi dell’Africa francofona (Burkina Faso, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mauritania, Niger, Senegal). “Vogliamo raggiungere il tasso di tolleranza zero – ha affermato Lalla Malika Issoufou, First Lady del Niger -. La percentuale è in diminuzione e nonostante ci siano disparità etniche e regionali, non siamo così lontani dall’obiettivo”. (9colonne)