(31 gennaio 2017) Fermi, il satellite della NASA che studia i fotoni gamma nello spazio, cui l’Italia partecipa con l’INFN, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha rivelato per la prima volta brillamenti solari ad altissima energia, che hanno avuto origine nella faccia non visibile del Sole. La luce che deriva da queste violente eruzioni avvenute nel lato a noi nascosto della nostra stella dovrebbe venire bloccata senza giungere a noi. Invece, gli scienziati della collaborazione Fermi sono riusciti a osservarla perché gli ioni prodotti e accelerati nei brillamenti, essendo elettricamente carichi, viaggiano lungo le linee del campo magnetico solare, che connettono il luogo dove è avvenuto il brillamento con parti anche distanti del Sole. “L’aspetto affascinante di queste misure fatte con il Fermi-LAT – spiega Melissa Pesce-Rollins, ricercatrice della Sezione INFN di Pisa e membro della collaborazione Fermi-LAT – è il fatto che è stato possibile per la prima volta osservare l’emissione gamma da altissima energia prodotta dagli ioni, che hanno viaggiato più di 500mila km prima di interagire sulla faccia a noi visibile del Sole”. (9colonne)