Washington – Fermi, il satellite della NASA che studia i fotoni gamma nello spazio, cui l’Italia partecipa con l’INFN, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha rivelato per la prima volta brillamenti solari ad altissima energia, che hanno avuto origine nella faccia non visibile del Sole. La luce che deriva da queste violente eruzioni avvenute nel lato a noi nascosto della nostra stella dovrebbe venire bloccata senza giungere a noi. Invece, gli scienziati della collaborazione Fermi sono riusciti a osservarla perché gli ioni prodotti e accelerati nei brillamenti, essendo elettricamente carichi, viaggiano lungo le linee del campo magnetico solare, che connettono il luogo dove è avvenuto il brillamento con parti anche distanti del Sole. Le osservazioni sono avvenute l’11 ottobre del 2013, e il 6 gennaio e il 1° settembre 2014. I risultati dei tre btl visti con Fermi-LAT sono stati presentati ieri nel corso della conferenza dell’Americal Physical Society (APS) a Washington e pubblicati oggi su The Astrophysical Journal. (9colonne)