Bruxelles, 2 feb – Il piano per la gestione dei lupi “è in linea con le direttive europee e il progetto ‘grandi carnivori’, inoltre in molti Paesi, come la vicina Francia, la gestione di questa specie in rapporto all’allevamento e all’agricoltura è già gestita in questo modo. Penso poi che sarebbe l’ora che chi vive in città smetta di dire cosa deve fare la gente che vive in campagna e in montagna. I cittadini dovrebbero pensare ai problemi di inquinamento, vedi le polveri sottili, che attanagliano le nostre aree urbane e industriali. Inoltre l’agricoltura e l’allevamento devono essere considerati importanti presidi territoriali anche di difesa del dissesto idrogeologico”. Lo dichiarato l’eurodeputata Pd Renata Briano, che aggiunge: “Non sono i cacciatori a premere sull’abbattimento del lupo, anzi, loro sono consapevoli che questo può essere un boomerang sull’opinione pubblica e lo farebbero solo per dare una mano per risolvere un problema”. Riguardo alle polemiche degli animalisti sulla perdita di biodiversità poi commenta: “La perdita di biodiversità non è dovuta alla caccia che per legge è conservativa. Le cause sono il consumo di suolo, la cementificazione, l’inquinamento e i cambiamenti climatici, l’agricoltura intensiva, l’uso di pesticidi e il bracconaggio”, “chi ha a cuore l’ambiente, come me dovrebbe ragionare con un approccio multidisciplinare ed ecosistemico, non con un approccio sui singoli individui come in questo caso con i lupi”.
(PO / red)