La lettera a Bruxelles, che preannunciava lo stanziamento di ulteriori fondi fino a un miliardo di euro, era già partita ieri. E oggi il Consiglio dei ministri ha varato l’ennesimo decreto per il terremoto del Centro Italia, resosi necessario, in seguito alla terza fortissima serie di scosse che ha colpito la zona appenninica lo scorso 19 gennaio, dopo quelle di agosto e ottobre scorsi. “Abbiamo risorse nella legge di bilancio, ne stiamo mettendo in campo ulteriori con questo decreto. Abbiamo già anticipato nella lettera inviata ieri a Bruxelles della necessità di ulteriori risorse, almeno un miliardo che nel prossimo periodo sarà necessario. Intanto però non è che possiamo aspettare chissà quali superiori determinazioni. Decidiamo e ci prendiamo le nostre responsabilità” dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi, subito dopo il Cdm, commentando un decreto in cui, come illustra invece il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani, “le priorità saranno scuola e imprese, che tengono la comunità, e nel frattempo stiamo lavorando per l’immediato. Ricostruiremo con trasparenza e qualità”.
IL PERCORSO DI RICOSTRUZIONE – Tornando all’Europa, invece, Gentiloni ricorda che l’Italia può permettersi di non attendere autorizzazioni, perché “noi abbiamo sempre rispettato le regole in procedura da deficit eccessivo: in quella procedura sono un grandissimo numero di paesi europei, ma l’Italia non fa parte di questo gruppo. Si tratta di prendere le misure nei modi e nei tempi che possano accompagnare la crescita, senza avere effetti depressivi”. E avvisa: “Dobbiamo essere tutti consapevoli della gravità e dell’importanza degli eventi che hanno colpito l’Italia due settimane fa, sia per la gravità in sé che per la concomitanza con calamità gravissime che ricordiamo. L’Italia non dimenticherà questo colpo che è stato inferto a una parte così rilevante di questo territorio e deve reagire con decisione mettendo in campo tutte le norme e le iniziative necessarie per accelerare i percorsi sia di emergenza che di ricostruzione. C’è bisogno che il Paese intero, a cominciare da noi, dal governo e con tutte le istituzioni, il Parlamento, l’Unione europea, tutti abbiano la consapevolezza dell’importanza di quello che è accaduto e della necessità di rispondere in modo adeguato”. (Sis – 2 feb)