Si allarga il fronte, nel governo, contrario alle elezioni anticipate. Dopo Carlo Calenda, anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, avverte, in una intervista al Messaggero: “Il voto anticipato è un azzardo, può rivelarsi una corsa verso il buio”, ““non si tratta di melina o prendere tempo, ma soltanto di essere seri verso gli italiani e tutti gli elettori di qualsiasi schieramento. Andare alle elezioni in modo affrettato e senza che vi sia un percorso in sicurezza minerebbe in modo serio la tenuta dell’Italia”, “è giunto il momento che la politica si prenda le sue responsabilità e proceda in Parlamento a varare leggi elettorali nuove ed omogenee che garantiscano governabilità e stabilità al Paese per i prossimi anni. Il rischio è di finire come la Spagna, restata senza governo per più di un anno”. Secondo l’esponente centrista “siamo rimasti tra i pochi Paesi che può fare da baluardo nel 2017 contro i populismi” e “le priorità dei cittadini adesso non sono le elezioni. Occorre dare risposte concrete alle emergenze sociali, ai terremotati. Bisogna dare attuazione al piano sull’immigrazione per fronteggiare gli sbarchi estivi e mettere in sicurezza il sistema bancario. In più cadere adesso in campagna elettorale indebolirebbe il Paese nella trattativa per un’Europa a più velocità: il rischio è di essere tagliati fuori dal gruppo di testa”. Quindi sottolinea: “Bisogna ripartire dal confronto con tutti, superando steccati ideologici e seguire il percorso tracciato dal presidente Mattarella, armonizzando i due sistemi elettorali di Camera e Senato aspettando le motivazioni dalla Consulta per cogliere con attenzione i moniti che verranno della sentenza”. E ribadisce: “E’ una questione di buonsenso. Messo in sicurezza il percorso e le riforme fatte durante il governo Renzi, che ha affrontato una stagione di riforme senza precedenti, a decidere quando sarà il momento più giusto per votare saranno il Parlamento e il presidente della Repubblica”. Evidenzia poi che “abbiamo appuntamenti internazionali cruciali, siamo rimasti tra le pochissime nazioni che può fare da baluardo nel 2017 contro i populismi. Bisogna guardare allo spread che aumenta e specula sulle instabilità politiche. E, peggio ancora, l’Italia potrebbe vivere un nuovo downgrade del suo rating in una corsa verso il buio senza aver messo prima in sicurezza il suo sistema bancario. In più non va dimenticato il piano sull’immigrazione cominciato dal ministro Alfano che in questa fase, col nuovo piano del ministro Minniti, si troverà a fronteggiare gli sbarchi estivi”. E di sé dice non di essere attaccata alla poltrona ma “piuttosto sono attaccata alla ragione. Come si può fare tutto ciò che ho elencato in piena campagna elettorale? E poi mi chiedo: che senso ha avuto far nascere questo governo se non gli si dà nemmeno il tempo per affrontare le emergenze sociali? Allora aveva ragione Alfano che sarebbe stato meglio rimanere col governo Renzi dimissionario e andare al voto a febbraio. Ma ora lo ritengo francamente azzardato. E c’è dell’altro. Sono preoccupata. Viviamo una fase di scorribande straniere e tentativi di acquisizione di aziende strategiche nel nostro Paese. E non si può non mettere in agenda un piano che tuteli quelli che rappresentano gli interessi nazionali. E poi ora che si parla di un’Europa a diverse velocità cadere in campagna elettorale indebolirebbe il Paese in una fase cruciale per il nostro posizionamento: rischiamo di essere tagliati fuori dal gruppo di testa, rischiando esclusioni e marginalità. Al di là della nostra volontà queste scelte cruciali si giocano in questa manciata di mesi”. (7 Feb – Red)