Roma, 22 feb – “La storia della lingua italiana del Novecento ha visto profondi mutamenti sia nel linguaggio parlato che nello scritto”. Così Luca Serianni, professore di Storia della lingua italiana presso l’Università “La Sapienza” di Roma, ha aperto la quarta giornata del corso d’aggiornamento per insegnanti di lingua italiana a stranieri promosso dalla Società Dante Alighieri e in programma fino al 29 febbraio prossimo in Palazzo Firenze sul tema “Novecento e oltre: lingua, letteratura, arte e cultura”. Attraverso la lettura di brani tratti da “Il piacere dell’onestà” (Pirandello, 1918), “Notturno” (D’Annunzio, 1916), “Primi Poemetti” (Pascoli, 1904) e dai quotidiani degli anni ’50, il prof. Serianni ha dimostrato quanto sia diverso il linguaggio di allora da quello di oggi: «La prosa di pieno Novecento – ha aggiunto – può essere letta come poesia e la poesia come prosa, per via di quelle ricercate e raffinate costruzioni che in esse si riscontrano. Oggi, al contrario, l’accezione di prosa si è allargato , per comprendere anche quella scrittura semplice, priva di ricercatezze, e addirittura il turpiloquio”. All’intervento del professor Serianni è seguito quello della dottoressa Silvia Giugni, che ha presentato ai docenti i nuovi manuali per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri pubblicati dalla Società Dante Alighieri, tra cui i Quaderni del Plida e “Passaporto per l’Italia”. La mattinata è stata conclusa dalla lezione di Stefano Telve, docente presso l’Università degli Studi della Tuscia, sulla storia linguistica della canzone italiana del Novecento, a cui si accompagnerà, nel pomeriggio, l’illustrazione delle modalità di insegnamento dell’italiano attraverso le canzoni.
(Sis)