Roma, 15 feb – Presentato oggi a Roma, alla presenza di oltre 100 scienziati provenienti da 28 Paesi, di rappresentanti dell’Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare e di organizzazioni internazionali, il nuovo progetto finanziato dall’Unione europea Cost iPlanta, che intende mettere insieme tutte le competenze necessarie degli scienziati indipendenti dell’Unione europea per studiare a fondo la tecnica di miglioramento genetico dell’RNA-interference (RNAi) e trovare soluzioni e applicazioni in agricoltura. Questa promettente tecnologia si è rivelata utile per migliorare la composizione delle piante, accrescendone i nutrienti, la produttività e riducendone l’impatto ambientale. L’RNAi consente infatti di eliminare le caratteristiche indesiderate delle piante e di migliorarne la qualità e le rese. Inoltre virus, insetti ed altri patogeni potranno essere affrontati in modo più efficiente senza ricorrere all’uso di agrofarmaci, creando piante resistenti. “Questa tecnica consente di sfruttare i meccanismi di difesa della pianta o di modificare il suo metabolismo attraverso il silenziamento dei geni grazie all’RNA, escludendo caratteri indesiderati per migliorare la qualità e la sicurezza” spiega Bruno Mezzetti dell’Università Politecnica delle Marche, a capo del progetto.