Firenze, 20 feb – Un composto presente nell’intestino degli squali, la squalamina, potrebbe divenire la base per un farmaco contro il morbo di Parkinson. È quanto emerge da una ricerca recentemente pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) dal titolo “A natural product inhibits the initiation of α-synuclein aggregation and suppresses its toxicity”, a cura di un team internazionale del quale fanno parte ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche, Sperimentali e Cliniche dell’Università di Firenze. Lo studio ha messo in luce che la squalamina può interferire con gli effetti dannosi dovuti agli aggregati della proteina α-sinucleina, che si formano in specifiche aree del cervello e sono all’origine del morbo di Parkinson. Il progetto di ricerca è coordinato dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Cambridge (Regno Unito) e vede coinvolti laboratori di ricerca a Cambridge (Regno Unito), Washington (Stati Uniti), Bethesda (Stati Uniti), Saragozza (Spagna) e Groningen (Olanda). (red)