“Ho deciso di non avere paura di esprimermi. Ho imparato a non avere paura delle cose in cui credo. Se credi fortemente in qualcosa devi avere il coraggio di saperla esprimere. Sempre però con umiltà”. Amara, all’anagrafe Erika Mineo, la rivelazione dell’edizione 2015 del Festival di Sanremo, è tornata. E sta vivendo un momento magico: è appena uscito il suo secondo album dal titolo “Pace” mentre continua il successo di “Che sia benedetta”: “Amo questa canzone come un genitore ama il proprio figlio”. E’ suo infatti il brano – “parole nate in una notte” – che ha regalato a Fiorella Mannoia il secondo posto al Festival di Sanremo. Oggi è una delle autrici più ricercate in Italia (ha scritto per Emma Marrone, Ornella Vanoni, Simona Molinari, Loredana Errore, Elodie) ed è un’interprete di rara sensibilità. “Ho lavorato due anni alla realizzazione del disco. Mi sono presa il tempo che serviva. Non bisogna avere fretta, quello che racconti è quello che sei in quel momento – spiega la cantautrice toscana- è un disco intimo e racchiude significati strettamente legati al volere dell’esistenza in sé. Ci sono brani che hanno una produzione più odierna con elettronica e strumenti vintage, e altri come nel caso del brano ‘Pace’, che hanno un’orchestrazione sinfonica”. “Pace” è il brano dal quale prende il nome l’album di inediti (uscito il 12 febbraio, prodotto da Carlo Avarello per Isola degli Artisti – distribuzione Believe Digital) ed è stato presentato in anteprima assoluta a Sanremo: Amara, infatti, nel corso della serata conclusiva del Festival si è esibita con Paolo Vallesi sul palco dell’Ariston. La loro canzone non ha trovato spazio nella gara ma Carlo Conti ha voluto fortemente ospitare i due artisti: “Contiene un forte messaggio di speranza – dice Amara – ma soprattutto è un invito a una riflessione interiore. Spesso siamo proprio noi ad essere in guerra con noi stessi. E quando siamo in guerra con noi stessi siamo in guerra con il mondo intero. Prima di cercare la pace fuori dovremmo cercarla dentro di noi”. Nell’album anche un omaggio ad Ivano Fossati: “C’è tempo” viene rivisitata da Amara in una chiave sinfonica con la collaborazione di Simona Molinari.
IL TOUR. Amara – che la critica ha definito la “cantautrice della gente” – è impegnata in questi giorni in un tour promozionale. Poi arriveranno i live tanto attesi dai fan: “In primavera e in estate i concerti non mancheranno” assicura. Negli ultimi anni, invece, si è immersa nella scrittura: “Ogni cosa che scrivo la scrivo per me. Scrivere non è un mestiere: la musica è la mia terapia, il mio modo di giocare con la vita. Scrivere – precisa Amara – è il mio modo di entrare in contatto con la parte sottile della vita. La mia fortuna è riuscire a mettere in musica tutto ciò”. E le riesce bene: lo conferma il successo alla 65esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Credo” (terza classificata nelle Nuove Proposte e seconda sia al Premio della Critica “Mia Martini” e sia al Premio della Sala Stampa RadioTv-Web “Lucio Dalla”) , l’ottimo riscontro di pubblico e critica con l’album d’esordio “Donna Libera” (miglior piazzamento della classifica Fimi tra la sezione giovani del Festival di Sanremo, ventesimo posto dei dischi più venduti in Italia) , l’intensa attività di concerti, i sold out e i riconoscimenti ai principali festival d’autore. Fino ad arrivare a scrivere per i big della canzone italiana come Fiorella Mannoia. (PO / SEGUE)
CHE SIA BENEDETTA– A proposito di “Che Sia Benedetta” firmata insieme a Salvatore Mineo (“è mio cugino, è più grande di me di qualche anno e fa musica da sempre: ci siamo ‘scelti’ e stiamo portando avanti questa bella avventura, è un grande compagno di viaggio”) – la cantautrice di Prato racconta: “E’ bello scoprire che le parole di una notte sono nel cuore di chi sa amarle. Quando scopri che certe parole, che per te sono state importanti e hanno rappresentato una cura, vengono raccontate con lo stesso amore e con la stessa forza con cui le hai scritte, assorbite e raccontate a te stessa, ti ritrovi a vivere una sensazione indescrivibile, fortissima. ‘Che sia benedetta’ – continua Amara – è una canzone magica: una benedizione alla vita. Ho notato anche le numerose cover che spopolano su Youtube: che bello vedere come ognuno cantandola benedice la sua vita. Ognuno con la sua forma, e senza paura di esprimersi per quello che è e per come è, benedice nel momento in cui interpreta questa canzone, la propria vita”. “Che sia benedetta” è il risultato della “chiusura di un ciclo ed è arrivata dopo una fase” spiega Amara che aggiunge: “Solo quando finisce un tempo, che ti ha visto vittima o felice, riesci poi a vedere tutto con distanza. Hai la lucidità per raccontare e capire: scopri quali sono gli insegnanti della vita. Esistere vuol dire crescere, ricercare, capire. Bisogna ringraziare per tutte le cose che ci capitano. Belle o brutte che siano. E’ gusto così. L’esperienza serve a farci capire piccole e grandi cose della vita”. Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta dice la canzone. “Sì – conclude Amara – la vita va benedetta perché è veramente perfetta”. (22 feb / Gil)