Trento, 22 feb – L’agricoltura italiana di montagna avrà una sola “voce” a Bruxelles e al dibattito, già iniziato, sulla nuova Pac (Politica agricola comune) dopo il 2020 parteciperà con una proposta condivisa espressione di tutta la comunità della montagna alpina. La prima pietra di una nuova alleanza territoriale è stata posata ieri a San Michele all’Adige, alla Fondazione Mach, con un incontro promosso dall’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola con i colleghi di Alto Adige, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Al tavolo di lavoro aderiscono anche Liguria e Piemonte. “Vogliamo costruire una alleanza, una lobby per poter ragionare assieme di alcuni temi forti di visione e di respiro ma anche di immediata praticabilità in vista della nuova Pac – spiega Dallapiccola – e per fare fronte comune su esigenze che si sono delineate come non risolte in questi anni, tra tutte l’attivazione di una OCM per il settore latte”. Due i macro temi su cui lavorerà il neo costituito tavolo di confronto. Uno di prospettiva, per definire proposte operative sulla nuova Pac intese a riconoscere e valorizzare li ruolo della zootecnia in montagna quale indiscusso strumento di presidio e difesa dell’economia e del paesaggio di montagna. Il secondo obiettivo di breve termine che il tavolo si è posto è quello di organizzare una concreta proposta di promozione dei nostri prodotti agroalimentari di qualità intercettando gli aiuti comunitari che Bruxelles appositamente riserva e che fino ad ora sono stati poco sfruttati ma che potrebbero essere utilmente impiegati nella promozione dei prodotti identitari, per il Trentino quelli contrassegnati dal marchio Qualità Trentino. Il riferimento è in particolare ad Eusalp nel quadro di alleanze interregionali, e al bando della rete transnazionale Regal. La collaborazione tra le regioni alpine si concentrerà dunque sulla zootecnia di montagna, la tutela delle razze bovine ed ovine in via di estinzione, la salvaguardia dei paesaggi viticoli e della viticoltura “eroica” praticata sui terrazzamenti e in alta quota, la gestione delle risorse forestali, l’ortofrutta di montagna.
(red)