Roma, 3 mar – “I media ci aggiornano quasi quotidianamente sull’evoluzione dell’offensiva militare su Mosul. Troppo poco si parla, invece, delle terribili conseguenze che sei mesi di combattimenti (dopo anni di conflitto) stanno avendo sulla popolazione. Quella di Mosul è una battaglia che si combatte villaggio per villaggio, casa per casa. I team di Intersos impegnati in prima linea registrano una situazione drammatica, l’accesso alle persone in stato di bisogno è limitato, la disponibilità di aiuti primari, in primis cure e medicine, è ancora fortemente insufficiente. Il nostro lavoro è salvare e proteggere vite umane. Per questo diciamo che è il momento di una avanzata umanitaria”. Questo l’appello lanciato da Intersos, l’organizzazione umanitaria italiana in prima linea nel mondo per portare aiuto alle vittime di guerre e violenze. Attualmente l’attività di Intersos nell’area si concentra sull’assistenza medica di base e sulla protezione dei più vulnerabili, con 2 team medici e 6 team di protezione impegnati in diversi siti sia nel Governatorato di Ninewa, il cui capoluogo è Mosul, che in quello di Saladin, dove è la città di Tikrit ad essere il centro principale.