Non è un caso che la mostra “Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana” – dopo Milano e Firenze –faccia tappa a Reggio Emilia, fino al 16 aprile. Ad Albe Steiner si deve la progettazione del marchio originale Coop del 1963, la sua applicazione sugli imballaggi coordinati e l’allestimento del primo magazzino a libero servizio Coop, che fu proprio quello di Reggio in corso Garibaldi e a Reggio non è nato solo il primo magazzino Coop ma è nato lo stesso movimento cooperativo.A rendere ancora più appropriata per Reggio Emilia questa mostra, è la scelta del luogo dove allestirla: l’antica Sinagoga, recentemente restaurata. Nel 1938 Albe Steiner sposa Lica diminutivo di Masal (nome ebraico corrispondente a Matilde) e insieme si distinguono per l’impegno professionale e civile che ha contrassegnato la loro vita, iniziato durante gli anni bui del fascismo, cementato nella lotta di Resistenza e proseguito poi con la didattica e la comunicazione sociale. La mostra propone una panoramica sul lavoro di quello che è riconosciuto come uno dei sodalizi professionali e personali più fecondi della grafica italiana. Viene presentata la produzione del loro Studio L.A.S. dai primi lavori del 1939 fino alla Liberazione e al viaggio in Messico (1946-1948), in una narrazione scandita dalle diverse sezioni – ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità e allestimenti, marchi, presentazione di prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, formazione professionale – per arrivare infine a toccare anche l’attività di Lica, dal 1974, anno in cui muore Albe, alla sua scomparsa, nel 2008.
MILANO: ALLA SCOPERTA DEI TERREMOTI
Fino al 30 aprile il Museo di Storia Naturale di Milano ospiterà l’esposizione “Terremoti. Origini, storie e segreti dei movimenti della Terra”, promossa e prodotta dal Comune di Milano, con l’Associazione di divulgazione scientifica Vulcano Esplorazioni e Silvana Editoriale. La mostra – nel drammatico periodo del sisma del Centro Italia – aiuta i visitatori a conoscere meglio questi eventi naturali, le cause che li scatenano, dove avvengono, con quale frequenza e le modalità con cui le onde sismiche si propagano, ma ci aiuterà anche a capire quali sono quelle semplici regole comportamentali da adottare per limitare i danni che un terremoto potrebbe provocare. L’esposizione si sviluppa attraverso 7 sale (anatomia del pianeta Terra, movimenti dei continenti e della crosta terrestre, faglie e terremoti, tsunami, prevenzione “cover-drop-hold on”, gli strumenti storici del geofisico, difesa strutturale dai terremoti-adeguare gli edifici con criteri antisismici e costruire con criteri antisismici) in un percorso avvincente fatto di immagini spettacolari, fotografie satellitari provenienti dalla Nasa, diorami di grandi dimensioni, filmati, una vasca in cui viene simulata un’onda di tsunami, una tavola sismica, sismografi e strumentazione antica e moderna, ma anche rocce e minerali provenienti dalla ricca collezione del Museo di Storia Naturale che illustrano la diversità della crosta terrestre, in un costante dialogo fra la mostra e il museo che la accoglie. Una sezione è dedicata ai terremoti del passato più importanti e spaventosi – fra cui quello di Messina del 1908 riprodotto in un grande diorama -, un’altra sezione riguarda gli tsunami e vede la presenza di un modello in scala di boa per la sorveglianza di questi fenomeni, attualmente utilizzata a Stromboli.
CHIASSO: OMAGGIO A WINCKELMANN (1717–1768)
Fino al 7 maggio il M.a.x. museo di Chiasso, in Svizzera, celebra, a 300 anni dalla nascita, Johann Joachim Winckelmann (1717–1768), erudito raffinato e innovativo, uno tra i più grandi studiosi della cultura classica, teorico e padre della disciplina della storia dell’arte. Col patrocinio del ministero degli Affari Esteri, l’esposizione è promossa in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che ospiterà la successiva tappa in programma dal 24 giugno al 25 settembre. Il percorso espositivo ruota attorno a un’opera fondamentale, ma poco nota e finora poco studiata di Winckelmann, “Monumenti antichi inediti” (1767), l’ultima pubblicata dallo studioso tedesco, di cui si riconosce la grande influenza sul mondo del Neoclassicismo e ben oltre; l’autore, infatti, per la prima volta in maniera così rilevante, accompagna le descrizioni dei “Monumenti” con le immagini grafiche degli stessi. Si tratta di 208 splendide tavole incise, tutte siglate, affidate ad artisti di chiara fama che Winckelmann sceglie e paga di tasca propria, convinto della bontà, anche teorica, dell’operazione. Presentate le prime due edizioni italiane dell’opera: l’editio princeps del 1767 in due volumi e quella successiva napoletana del 1820 in due volumi, con l’addenda di Stefano Raffei del 1823; inoltre, i due manoscritti preparatori, esposti per la prima volta e provenienti dalla Biblioteca universitaria di medicina di Montpellier, e tutte le 208 tavole incise appartenenti alla collezione del M.a.x. museo. Per la sua qualità, la mostra è stata inserita dalla Winckelmann-Gesellschaft nel calendario ufficiale del Giubileo per il terzo centenario della nascita dello studioso.
ANCONA: ECCE HOMO NELLA MOLE
Da Enrico Baj a Mirko Basaldella, da Giosetta Fioroni a Lucio Fontana. E ancora Giacomo Manzù, Marino Marini, Arturo Martini, Mimmo Paladino. Sono solo alcuni dei grandi nomi dell’arte contemporanea italiana in esposizione nella mostra “Ecce Homo. Da Marino Marini a Mimmo Paladino. La scultura di figura nell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi” che, all’interno della Mole di Ancona, indaga sul rapporto creativo tra l’uomo e la materia. L’allestimento crea dei piccoli cortocircuiti visivi e di relazione fra le opere, installate non per periodo storico ma affinità di soggetto. Ne risulta un viaggio fra differenti stili, materiali e visioni che chiedono al visitatore di concentrarsi non tanto sul singolo autore o sulla situazione culturale ma di cogliere il senso dell’essere umano nel tempo presente.
TREVISO, STORIE DELL’IMPRESSIONISMO
Marco Goldin ha scelto Treviso, città nella quale è nato e ancora risiede, per festeggiare i vent’anni di attività di Linea d’ombra, curando la mostra “Storie dell’Impressionismo. I grandi protagonisti da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin”, fino all’1 maggio, al Museo di Santa Caterina. Una vasta esposizione che racconta una stagione artistica straordinaria con 140 opere, soprattutto dipinti, ma anche fotografie e incisioni su legno, provenienti da collezioni private e da importanti musei internazionali. Da Manet a Degas, da Monet a Renoir, da Pissarro a Sisley, da Cézanne a Seurat, da Van Gogh a Gauguin. Tra le iniziative collaterali alla grande mostra, a Palazzo Giacomelli, “De Pictura. 12 pittori in Italia” ed un omaggio a Vincenzo Nucci, ad un anno dalla morte.