Roma, 3 mar – Il Comites di Zurigo si rivolge ai Consiglieri dei CGIE Svizzera e ai Parlamentari della Circoscrizione Europa rilevando alcune criticità riguardanti gli italiani residenti all’estero. “Le nostre comunità – si legge in una lettera firmata da Luciano Alban, presidente del Comites di Zurigo – chiedono ai rappresentanti nel CGIE e ai parlamentari dell’estero d’impegnarsi per trovare soluzioni sulle questioni degli italiani residenti all’estero non ancora risolte”. Secondo il Comites di Zurigo è necessario “rendere possibile l’iscrizione all’AIRE nel Comune dove si possiede l’unico immobile in Italia; modificare la normativa sul canone RAI per tutti i domiciliati all’estero che hanno un solo immobile, non locato, in Italia; facilitare la possibilità di certificare l’esistenza in vita anche ai patronati essendo la loro funzione riconosciuta e sottoposta a controllo dallo Stato italiano”. Il Comites rileva poi che “i titolari di pensioni italiane vengono sollecitati più volte, anche nel corso del medesimo anno, a presentare la dichiarazione reddituale, creando confusione e preoccupazione ai pensionati; in molti casi vengono segnalate delle difficoltà, per i residenti all’estero, ad aprire un semplice conto bancario”. Inoltre, è stata ribadita “la necessità di modificare la legge che regola i corsi di lingua e cultura italiana. Da anni viene rilevata una contraddizione paradossale – spiega il Comites -, si chiede agli Enti gestori di reperire risorse locali per i corsi e nello stesso tempo si obbliga l’amministrazione a scrivere che i corsi sono gratuiti, togliendo la possibilità di chiedere un formale contributo”. “Sarebbe opportuno dare riscontro, quanto prima, a queste criticità con risultati che i cittadini si aspettano dalla politica”, conclude la lettera di Alban. (Red)