Roma, 17 mar – “Le regole su come eleggere deputati e senatori possono essere cambiate in ogni momento, – spiega il deputato del Pd eletto all’ estero Marco Fedi – la domanda giusta da rivolgere non è al Governo ma al Parlamento. Siamo noi che abbiamo responsabilità in materia. Le leggi elettorali le fa il Parlamento. Il richiamo è quindi a noi stressi: c’è esigenza di modificare la legge 459 del 2001 per rendere con alcuni accorgimenti tecnici ancora più personale, segreto, trasparente il voto? Se sì facciamolo. Noi abbiamo presentato una proposta di legge, fatto proposte specifiche. Se anche le altre forze politiche sono propense a lavorare su questo allora lavoriamoci insieme. Il fatto è che la proposta che il gruppo di Forza Italia alla Camera ha presentato qualche giorno fa sul voto degli italiani all’ estero nell’ ambito del disegno di legge, a prima firma Brunetta, va in direzione opposta. Propone di abolire il voto per corrispondenza e di sostituirlo con il voto diretto nei seggi, da istituire in ciascuna circoscrizione consolare. Questa soluzione porterebbe a un calo enorme della partecipazione a meno che non si facciano centinaia di seggi con costi elevati e forse superiori al voto per corrispondenza. Il voto per corrispondenza ha certo dei costi ma è stato rodato. Il sistema funziona: va reso solo più efficiente. Andare a votare nei seggi rappresenterebbe oggi un cambiamento radicale che metterebbe in difficoltà i consolati. Io credo, insomma, che si debba fare una discussione un po’ più approfondita e più serena. Soprattutto evitare slogan, portano sulla cattiva strada”. (red)