Modena, 5 mar – L’export nei paesi asiatici (Cina esclusa) dei produttori italiani di macchine per ceramica, nel 2006, ha raggiunto i 120 milioni di euro, pari al 9,6% delle esportazioni totali. Ed ora la Thailandia guarda al sistema industriale italiano della ceramica per comprenderne meglio i fattori di successo, la storia e le strategie, con l’obiettivo di migliorare il livello tecnologico e della manodopera nell’industria thailandese. Un ricercatore della King Mongkut’s University of Technology North di Bangkok, Surachet Sittikit, ha infatti iniziato la raccolta di informazioni per un’indagine commissionata dal ministero dell’Industria thailandese analizzando l’esperienza dell’Acimac, l’associazione dei produttori italiani di tecnologia per la ceramica, che ha sede a Modena, in un distretto importante per il settore. Tra l’altro la ricerca ha analizzato il tema del marchio di qualità Acimac Quality Mark, che sta diffondendosi tra le aziende associate e che, nel mondo, è sinonimo di stato dell’arte della tecnologia, affidabilità e servizio post vendita. In prospettiva è emersa l’idea di inserire nel percorso universitario dell’ateneo thailandese lezioni di tecnologia ceramica tenute da esperti italiani. Con una produzione di circa 140 milioni di metri quadrati all’anno, la Thailandia è il decimo paese produttore di piastrelle ceramiche al mondo. Le vendite oltre confine sono pari a 27 milioni di metri quadrati e la attestano nella top ten dei paesi esportatori. Il consumo interno è pari a 121 milioni di metri quadrati, dei quali 20 milioni provengono dalle importazioni.
(Grm)