“Passeremo dalla città di Mafia Capitale a Roma Capitale della democrazia diretta e della trasparenza. Si tratta di una rivoluzione culturale”. L’ annuncio, firmato dal sindaco di Roma Virginia Raggi e dai consiglieri M5S, arriva direttamente dal blog di Beppe Grillo. E fa sapere che “dopo 23 anni dall’ ultimo regolamento in materia di partecipazione popolare, il Movimento Cinque Stelle ha presentato una proposta di delibera di modifica dello Statuto di Roma Capitale per introdurre nuovi strumenti di democrazia diretta: referendum propositivo, abrogativo e consultivo senza quorum, bilancio partecipativo, petizioni popolari elettroniche e consultazioni online”. In pratica, il sogno del Movimento potrebbe realizzarsi per la prima volta a Roma, facendo della Capitale un vero e proprio laboratorio: “La democrazia rappresentativa – spiega la Raggi – si sta destrutturando e stanno emergendo nuove forme di partecipazione popolare dal basso in tutto il mondo, anche per la difesa dei servizi pubblici locali. Devono essere i cittadini e le comunità locali a governare le città attraverso internet, utilizzando l’ intelligenza collettiva. Il web sta rivoluzionando i rapporti esistenti tra cittadini ed istituzioni rendendo attuabile la democrazia diretta, così come applicata ad Atene e nell’ antica Grecia. Con l’ avvio di questo percorso istituzionale finalizzato a modificare la carta fondamentale della capitale siamo di fronte ad un tipping point per la democrazia diretta a Roma. Non appena saranno approvate in Assemblea Capitolina le proposte del MoVimento 5 Stelle di modifica dello Statuto di Roma passeremo all’ adozione dei rispettivi regolamenti attuativi di questi nuovi strumenti. Grazie Gianroberto: il dado è tratto”.
LE PETIZIONI POPOLARI La Raggi e i consiglieri M5S ricordano che “il Parlamento Italiano in quasi 70 anni di storia dell’ attuale Costituzione non ha mai approvato una legge attuativa dell’ articolo 50 della Costituzione, che disciplina le petizioni popolari. All’ estero, invece, il Parlamento del Regno Unito ha dato la possibilità ai cittadini inglesi di presentare petizioni popolari attraverso internet, raccogliere online ulteriori adesioni, ed illustrarle direttamente all’ interno della Camera dei Comuni britannica. Il MoVimento 5 Stelle avvia questo percorso in meno di un anno di governo”. Referendum propositivo, abrogativo e consultivo, senza quorum: così i cittadini romani avranno la possibilità di sottoporre una proposta al voto popolare e l’ amministrazione sarà tenuta a metterla in pratica. Verrà inserito anche il bilancio partecipativo, già diffuso in alcuni Comuni italiani tra cui Mira e Ragusa, governati dal M5S. Roma Capitale coinvolgerà i cittadini nella costruzione del bilancio sia a livello comunale che a livello municipale promuovendo la possibilità di destinare una quota alla decisione diretta dei cittadini. Dal 1996 il Bilancio Partecipativo è stato riconosciuto dall’ Onu come una delle migliori pratiche di governance urbana nel mondo”. (4 apr – Sis)