Il settimanale Panorama dedica a Matteo Renzi la sua copertina, dal titolo “Sono io il salvatore della Patria”, per accompagnare la sua intervista all’ex premier. Renzi del voto ai circoli dice: “Ottimo risultato e chi lo nega è in malafede, ma la partita è il 30 aprile, tutta da giocare”. Quindi replica a Cuperlo che si appella a chi è uscito dal Pd perché vada ai gazebo per votare in massa: “Ho due risposte. Una politica e una matematica. Chi se n’è andato e ha provocato a una comunità frustrazioni, smarrimenti e altro, tutto legittimo, intendiamoci, sarebbe curioso che venisse ora a votare per determinare la sorte di coloro che ha lasciato. Rispetto Cuperlo, ma non lo troverei decente” e “i numeri non mi preoccupano”, “abbiamo già votato in 260 mila, a fine aprile rivoteremo, durante un ponte di festa, faccio notare”. E aggiunge: “Abbiamo garantito la formazione di un governo per puro senso di responsabilità”, “dopo la botta che avevo preso, non avrei dovuto dimettermi?” e “una cosa era dimettersi da presidente del Consiglio, che suonava scontato, ma più semplice, un’altra dimettersi da quel punto di riferimento che in tanti mi hanno chiesto di continuare a essere anche dopo la sconfitta”. E rivendica la sua scelta di “ripartire da zero”: “Nessuna poltrona, nessun ruolo che non fosse la fiducia data a me e che non mi sentissi in grado di poter ripagare”, “posso lodarmi da solo? Mai nessuno, me ne trovi un altro, si è dimesso senza niente in mano. Una poltrona, un incarico, qualcosa. Mi sono fatto gli scatoloni da solo con il groppo in gola, e convinto di aver fatto buone cose. E’ stato tremendo”. Inoltre sottolinea: “Abbiamo fatto lo statuto dei lavoratori autonomi e nessuno se l’è filato. Sulle partite Iva abbiamo fatto poco, lo ammetto. Ma gli 80 euro li difenderei dovunque, si è trattato della più grande redistribuzione del reddito mai fatta in Italia”, “dovevo fame di più. I bonus, come chiunque dovrebbe sapere, non sono la soluzione, ma costituiscono un incentivo essenziale per la ripresa. Funzionano da volano. Il piano industria 4.0 cos’è, se non un insieme di bonus? E l’abbiamo fatto con Calenda. O no? Prima dei bonus c’erano i malus, per chi vuole ricordare. E abbiamo fatto anche i tagli di spesa, per chi vuole ricordare”. Cosa proporrebbe il nuovo segretario del Pd sulle partite Iva? “Abbassare le tasse e semplificare le regole. Riconoscendo l’errore di non essere stati capaci di comunicare la strada che avevamo preso. Ma il tempo è mio alleato, non mio nemico. E quello che è stato fatto verrà fuori”. Inoltre aggiunge che “sui voucher è stata fatta la scelta di non sfidare la Cgil. E di modificarli mantenendone l’efficacia. Mi fido di Gentiloni e la questione nominalistica non m’interessa: l’importante è che alla fine il gatto prenda il topo. A me tocca rivendicare gli straordinari benefici portati dal Jobs act. Ricordo che è la stessa riforma fatta in Germania quindici anni fa da Schroeder e di cui la signora Merkel gode tuttora i benefici”.
