Peshawar – La rivista “Antiquity” dell’Università di Dhuram ha pubblicato un importante articolo a firma Massimo Vidale del Dipartimento Beni Culturali dell’Università di Padova e Roberto Micheli, archeologo della Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia, sulle recenti scoperte del progetto ACT – Archaeology, Community, Tourism – nella valle dello Swat in Pakistan. La valle si trova nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, nel Nord del Pakistan, vicino al confine con l’Afghanistan. Si tratta dello scavo di alcune necropoli megalitiche datate col metodo del radiocarbonio dal 1400 al 900 a.C., lo stesso periodo temporale in cui gli specialisti collocano la diffusione, dall’Asia centrale verso il Subcontinente Indo-Pakistano, delle lingue Indo-Arie, una branca della grande famiglia Indo-Europea. Il team padovano ha scavato le cavità tombali e i resti scheletrici in modo microstratigrafico, cioè prestando attenzione alle più minute variazioni nella composizione del terreno, rivelando non solo complicati riti di riapertura delle tombe per deporre e togliere gli oggetti dei corredi funebri e manipolare le ossa dei defunti, ma anche scoprendo resti di stoffe, canestri e vasi di legno decomposti, mai identificati prima. (9colonne)